Ayanta Barilli, Un mare viola scuro

Tre donne, un secolo di storia

Condividi

 
 Un memoir incentrato su tre grandi figure femminili: Un mare viola scuro di Ayanta Barilli, tradotto dallo spagnolo da Francesca Cristoffanini e dalla stessa autrice, parte dalla storia della propria bisnonna, ricostruendo poi quella della nonna e della madre perduta anzi tempo (l’autrice le definisce “tre fate madrine” “tre angeli caduti”). A innescare il racconto è la morte della nonna Angela e il desiderio di far luce sui genitori di lei, Elvira e Evaristo. Barilli s’inoltra nei meandri di un terribile segreto familiare: Elvira è stata chiusa in manicomio a Colorno dal marito e qui ha vissuto per anni, separata dai due figli maschi che sono stati indotti a dimenticarla, e dalla figlia femmina, Angela, che ha sofferto terribilmente per la sua mancanza. Angela ha un matrimonio infelice e anche il rapporto amoroso di Caterina, sua figlia, con Fernando è molto travagliato. Tre destini emblematici ognuno della propria epoca e tutti della svantaggiata condizione della donna nel nostro paese; una scrittura che trasforma la realtà in una fiaba nera piena di fascino.

A che scopo rituffarsi nei pozzi profondi della memoria? Provare a ricostruire, attraverso supposizioni, le vite di chi mi ha preceduto? A cosa serve rinvangare e portare alla luce quando è andato perduto? A conoscere me stessa. Perché non posso permettere che mi raggiunga la morte senza prima sapere chi sono. Voglio spiegare il senso delle mie azioni, affinché i miei figli e nipoti ereditino un passato che gli appartiene. Ma, ancor di più, per trovare io stessa consolazione nell’immortalità di una storia che rivive solo se la racconti. E se la leggi. Le mie indagini familiari saranno perciò un viaggio con tante fermate e un’unica direzione.

Ayanta Barilli (Roma, 1969) è scrittrice e giornalista. Ha presentato e diretto svariati programmi tv e radiofonici di divulgazione culturale. Ha lavorato per ‘esRadio’, ‘El Mundo’ e ‘El Español’.