Lorenzo Pavolini, L'invenzione del vento

Il windsurf e il sogno di una vita diversa

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Nella Roma degli anni settanta Giovanni e Pietro sono accomunati dalla frequentazione dello stesso liceo e dalla passione per il windsurf. Il primo comincerà a lavorare nell’editoria e poi in Rai, il secondo andrà in America a inseguire il suo sogno. L’invenzione del vento di Lorenzo Pavolini uscito da Marsilio segue i due protagonisti per un arco di tempo di vent’anni, registrando in campi diversi i loro successi e i loro fallimenti (mai del tutto pieni, come accade nella realtà). La Storia, dal rapimento di Moro alla morte di Giorgiana Masi, dalle leggi Cossiga all’esplodere del debito pubblico, è confinata nelle note che accompagnano il testo: un sotto traccia che si esprime nel segno grafico di un’onda, come fosse l’eco di fatti che si vorrebbero poter ignorare.

Uscire dalla Storia significava, secondo Pietro, tenersi subito avanti alla sua schiuma di cadaveri, ma pure di eroina, significava concedersi di sviluppare una sensibilità per la vita stessa che si spezza e si accartoccia sotto il peso di codesta lotta. Una sensibilità come intuito e prefigurazione del dolore, così come l’onda va capita e anticipata

 Lorenzo Pavolini vive a Roma e collabora con Rai Radio 3 da oltre vent’anni. È vicedirettore di Nuovi Argomenti e si occupa di teatro. Ha pubblicato: Senza rivoluzione (Giunti 1997, Premio Grinzane Cavour Giovane autore esordiente), Essere pronto (peQuod 2005), Tre fratelli magri (Fandango 2012), il reportage radiofonico Si sente in fondo? Avventure dell’ascolto (Ediesse 2013) e L’invenzione del vento (Marsilio 2019). Ha curato l’edizione completa delle Interviste impossibili (Donzelli 2006). Con Accanto alla tigre è stato finalista al Premio Strega nel 2010.