Valeria Parrella, Almarina

Dentro Nisida

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Raccontando l’incontro tra Elisabetta Maiorano, una professoressa di matematica cinquantenne che ha da poco perso l’amato marito, e Almarina, una giovane romena detenuta a Nisida, il carcere minorile di Napoli, Valeria Parrella in Almarina (Einaudi) sceglie di mettere a fuoco la prima e di lasciare nell’indistinto la seconda. Quello che conta di Almarina, non è il tremendo passato di abusi e sofferenze, è “la luce del futuro” che ha negli occhi. Elisabetta, che insegna nel luogo in cui la ragazza è rinchiusa, vede questa luce, ne è attratta e trova in essa la forza per scuotersi dal suo dolore. Almarina sarà la figlia che non è riuscita ad avere né attraverso il parto, né attraverso un percorso di adozione: questa idea si affaccia alla sua mente pian piano, matura dopo un Natale passato insieme, e infine diventa una ragione di vita. Parrella dà corpo alle sensazioni di Elisabetta, al suo disagio ogni volta che s’inoltra nella prigione, all’attrazione che dissimula per il comandante sposato che ha gli occhi azzurri e sembra capirla, al gelo che le comunicano le sue cognate, alla frustrazione all'idea di perdere i ragazzi a cui tiene, e le cala in un contesto molto concreto che è quello della città di Napoli e della prigione in cui non si è perso il concetto di umanità.

Gli operatori entrano ed escono, restano per sempre o scappano, sollevati, appena il promontorio diventa un’immagine lontana nello specchietto retrovisore. Non è la sbarra, non è il cancello blindato, né il vetro antiproiettile. È la porticina di Alice che ti fa piccola o grande, dipende da come ci passi. Dipende da quanto sai resistere alla frustrazione di essere inutile. Oppure quanta capacità hai di convincerti di essere utile. 

 
Valeria Parrella è nata nel 1974, vive a Napoli. Per minimum fax ha pubblicato le raccolte di racconti mosca piú balena (2003) e Per grazia ricevuta (2005). Per Einaudi ha pubblicato i romanzi Lo spazio bianco (2008, 2010 e 2018), da cui Francesca Comencini ha tratto l'omonimo film, Lettera di dimissioni (2011), Tempo di imparare (2014), la raccolta di racconti Troppa importanza all'amore (2015), Enciclopedia della donna. Aggiornamento (2017) e Almarina (2019). Per Rizzoli ha pubblicato Ma quale amore (2010), ripubblicato da Einaudi nei Super ET nel 2014. È autrice dei testi teatrali Il verdetto (Bompiani 2007), Tre terzi (Einaudi 2009, insieme a Diego De Silva e Antonio Pascale), Ciao maschio (Bompiani 2009) e Antigone (Einaudi 2012). Per Ricordi, in apertura della stagione sinfonica al Teatro San Carlo, ha firmato nel 2011 il libretto Terra su musica di Luca Francesconi. Ha inoltre curato la riedizione italiana de Il Fiume di Rumer Godden (Bompiani 2012). Da anni si occupa della rubrica dei libri di Grazia e collabora con Repubblica.