Salvatore Scibona, Il volontario

L'assenza dei padri

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Un bambino abbandonato nell’aeroporto di Amburgo dal padre che a sua volta non ha mai conosciuto i suoi genitori; l’uomo che quel giovane ha allevato come se fosse suo figlio e la sua storia di soldato in Vietnam: Il volontario di Salvatore Scibona (tradotto da Michele Martino per 66than2nd) è un libro complesso, che racconta paternità mancate e manchevoli sullo sfondo di un paese indecifrabile e violento. Vollie fugge dall’oppressione del suo protettivo e amoroso nucleo familiare nell’Iowa rurale, arruolandosi volontario nei marine; viene catturato con altri due uomini in Cambogia; è l’unico a sopravvivere e, tornato civile, è costretto a compiere una missione segreta che lo riempie d’orrore. Conosce una donna e con lei trova finalmente la pace, ma non dura. Un romanzo che c'interroga sulle nostre scelte e ci mostra il prezzo che dobbiamo pagare per queste.

La lezione era questa: qualsiasi cosa amassi così tanto, che ovunque ti giravi vedevi il modo in cui l’avresti persa, prima o poi ti sarebbe stata tolta. Perfino la vita.

Salvatore Scibona è nato a Cleveland, Ohio, nel 1975, da una famiglia di immigrati siciliani. Dirige il Cullman Center for Scholars and Writers della New York Public Library. Con La fine (66thand2nd, 2011) è stato inserito nella prestigiosa lista dei 20 Under 40 del «New Yorker» ed è stato finalista al National Book Award