Torna a speciale scrivere un classico nel novecento

    Lo straniero di Albert Camus

    Con Vittorio Giacopini

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    Quando scrive il suo primo grande romanzo Lo straniero (L'Étranger) Albert Camus è un giornalista di Paris Soir e ha tra i venticinque e i ventisette anni. Nel 1940 lo finisce mentre i tedeschi stanno invadendo il Belgio e i Paese Bassi. Comincia allora la vicenda editoriale del romanzo che, dopo varie traversie, esce nel 1942 da Gallimard in 4400 copie. Lo scrittore si è rifugiato ad Orano, in Algeria; ed è qui che è ambientato il libro. Mersault, un impiegato a cui è da poco morta la madre, conosce una ragazza, si mette con lei, fa amicizia con un vicino, uccide senza sapere perché un arabo, viene condannato a morte, sente che non vuole morire.

    Secondo Vittorio Giacopini, che di Albert Camus ha curato la raccolta di scritti politici, Mi rivolto dunque siamo, per Eleuthera, Lo straniero non va letto come un romanzo a trama, ma visto come una riflessione sull’incontro tra un individuo e il mondo. Il film che ne trae Luchino Visconti, con Marcello Mastroianni come protagonista, ha il difetto di essere rimasto troppo fedele alla storia. Quando escono le prime recensioni, Camus è ricoverato in un sanatorio francese per tubercolosi. Maurice Blanchot, uno dei grandi padri della letteratura francese, denuncia un influsso di Faulkner, parla di linguaggio troppo meccanico, artificiale; il primo a capire davvero Lo straniero è Jean Paul Sartre, che poi diventerà grande amico del futuro premio Nobel. Sartre osserva che questo è il primo libro a raccontarci una cosa basilare della modernità: assurdo non è né l'uomo né il mondo, assurdo è l'incontro tra l'uomo e il mondo, l'uomo non è né morale, né amorale, viviamo in una dimensione di continua ambiguità. 

    È un libro che non mi ha insegnato niente, ma mi ha cambiato la vita. È un libro che non dà nessuna lezione, nessun ammaestramento, ma ti apre un mondo. Va letto entro i vent’anni, dopo non serve a nulla.

     
    Vittorio Giacopini
    è nato a Roma nel 1961. Lavora in un’agenzia di stampa, collabora alle pagine domenicali del Sole 24 Ore, ha collaborato alla rivista Lo straniero, disegna per Left. È tra i conduttori di Pagina3, su Radio3 Rai. Tra i suoi libri, Re in fuga. La leggenda di Bobby Fischer (Mondadori 2008); Il ladro di suoni (Fandango 2010); L’arte dell’inganno (Fandango 2011); Non ho bisogno di stare tranquillo (Elèuthera 2012); Roma (Il Saggiatore 2017); Il manuale dell’eremita (Edizioni dell’asino 2018). Nel 2008 ha curato Mi rivolto dunque siamo. Scritti politici di Albert Camus tradotto da Guido Lagomarsino e pubblicato da Elèuthera.

    Si ringrazia la Biblioteca dell'Accademia di Francia di Roma per aver ospitato le riprese della puntata. L’Accademia di Francia a Villa Medici accoglie artisti e ricercatori e propone una ricca programmazione culturale.