Ilaria Bernardini, Il ritratto

Un racconto sulla resa e sulla sopravvivenza

Condividi

Da venticinque anni amante di Martín Aclà, Valeria apprende dalla televisione che l’imprenditore argentino ha avuto un ictus e si trova in gravi condizioni nella sua casa londinese. Ne Il ritratto, pubblicato da Mondadori, Ilaria Bernardini immagina che la sua protagonista, pur di rivedere il suo amato, chieda alla moglie di lui, la pittrice Isla Lawandale, di farle un ritratto: potrà così andare a Londra, accostarsi alla camera in cui è ricoverato, vederlo. Valeria è una scrittrice, tutta la sua vita è costruita sul racconto e sulla finzione, non ha problemi a fingere, ma non capisce che cosa stia davvero succedendo in quella casa caotica, calorosa e frenetica, in cui ci sono i tre figli della coppia e una domestica molto partecipe delle vicende familiari. Il romanzo racconta l’incontro tra la scrittrice e la pittrice, la corrente di simpatia e di tensione che si accende tra loro, ma anche il passato di Valeria, la morte della sorella a Rodi speculare alla tragica morte del fratello di Martín. A un certo punto di questo romanzo, pieno di sottofondi e trabocchetti, Valeria riassume a Joe, il suo agente, la trama del libro che sta scrivendo su una scrittrice che si fa dipingere il ritratto da una pittrice che è la moglie del suo amante: 

La moglie sa? L’uomo morirà? Che cosa vuol dire amare? Come sopravviviamo alla nostra storia, al nostro dolore? È un racconto sul lasciare andare tutto, la vita, il possesso, la gelosia, la giovinezza, il passato, il presente. Sulla resa e la sopravvivenza. Infine, sul lasciare andare anche il desiderio di sopravvivere e imparare a scomparire. 


Ilaria Bernardini ha scritto romanzi (Non è niente, I supereroi, Corpo libero, Domenica) e raccolte di racconti (La fine dell’amore, L’inizio di tutte le cose). Il suo ultimo libro è Faremo foresta (Mondadori, 2018). Scrive anche per i giornali, la televisione e il cinema.