Torna a speciale scrivere un classico nel novecento

Il giorno della civetta di Leonardo Sciascia

Con Matteo Collura

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Il giorno della civetta è il terzo libro pubblicato da Leonardo Sciascia, dopo Le parocchie di Regalpetra e Gli zii di Sicilia. Quando pubblica questo romanzo, Sciascia ha trentanove anni, è un maestro elementare, già noto alla critica, ma non ancora popolare. Il giorno della civetta gli dà la popolarità: qui per la prima volta si parla di mafia in un'opera di intrattenimento e non in un saggio storico o sociologico. Con Matteo Collura, amico di Sciascia, oltre che autore del documentatissimo e appassionato volume, Il maestro di Regalpetra, Vita di Leonardo Sciascia (La nave di Teseo), ripercorriamo le origini del romanzo legate a fatti di cronaca avvenuti quando l'autore era giovane; la sua trama (un'indagine sull'omicidio di un piccolo imprenditore condotta dal capitano dei carabinieri Bellodi, arrivato in Sicilia da Parma); la sua fortuna (dovuta anche al film del 1968 di Damiano Damiani con Franco Nero, Claudia Cardinale e Lee J.Cobb). Il libro si chiude con una nota in cui Sciascia dichiara di aver scritto "non in piena libertà", una forma di denuncia simile a quella che farà anni dopo Pier Paolo Pasolini.

Perché leggere o rileggere Il giorno della civetta? Perché è un bellissimo libro che ancora oggi stupisce per lo stile, per la semplicità della resa e la complessità dei temi trattati. Veramente Sciascia in tre righe racconta un mondo e ci fa capire quello che in quegli anni avveniva in Sicilia e in Italia e poi dentro ci sono dei suggerimenti utili per affrontare e sconfiggere la mafia. Come dice il capitano Bellodi, il protagonista del romanzo, bisogna andare nelle banche, indagare sui prestanome, sulle amanti, questi personaggi che per il fisco sono dei poveracci e fanno una vita da nababbi. Questo è un libro importante perché nel 1961 indica già questa strada. 

Matteo Collura (Agrigento, 1945), giornalista culturale, ha esordito in letteratura con Associazione indigenti, pubblicato da Einaudi su approvazione di Italo Calvino. Tra gli altri suoi titoli: Il gioco delle parti. Vita straordinaria di Luigi Pirandello; La badante; In Sicilia; L’isola senza ponte; Qualcuno ha ucciso il generale; Sicilia, la fabbrica del mito; Sicilia sconosciuta. È autore inoltre di Alfabeto Sciascia e dell’Almanacco Bompiani Leonardo Sciascia. La memoria, il futuro. Sua la versione teatrale del romanzo Todo modo. I suoi libri sono tradotti in cinque lingue. Vive a Milano.

La puntata è stata girata all'interno del Centro Stendhaliano della Biblioteca Sormani di Milano, luogo particolarmente caro a Leonardo Sciascia. Nel fondo Stendhaliano Bucci si trovano i beni di Stendhal durante il suo consolato a Civitavecchia (1831-1842)  custoditi dalla famiglia Bucci. Nel 1969, Raffaele Mattioli, presidente della Banca Commerciale Italiana, ne trattò l’acquisto per donarlo alla Biblioteca Comunale di Milano.