Giacomo Verri, Un altro candore

    La Resistenza e il suo sogno di libertà

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    In un piccolo paese del Nord Italia vivono Claudio e Donata, due pensionati. Mentre vanno a votare, lei viene investita da un furgone. In ospedale dice al marito che ha trovato delle lettere, che sa del suo amore da ragazzo per Franco con cui ha fatto il partigiano e gli chiede di cercarlo, di rimettersi in contatto con lui. È questa la cornice dell’intenso romanzo Un altro candore di Giacomo Verri, pubblicato da Nutrimenti. Al 1992, anno in cui Donata ha l’infortunio, si alternano il 1945 e dintorni (in cui Claudio e Franco vivono la loro storia mentre combattono contro i fascisti) e gli anni settanta in cui ritroviamo questi personaggi e molti altri, già incontrati, oppure nuovi: da Sebastiano che durante la Resistenza era un bambino eppure ha sparato a sangue freddo fino a Cristina che credeva in Franco ed è finita a fare la prostituta, e a Marco, innamorato di Ada e legatissimo alla sorella Bella. Gli amori, amori storti, amori sofferti, amori tormentati, amori che perdurano nonostante tutto sono il filo rosso di una narrazione che parla di bilanci esistenziali e che racconta la Resistenza come momento irripetibile di candore e felicità.

    Da tempo mi preparo. Progetto come morire: ho allestito una serie di ricordi piacevoli, alcuni momenti trascorsi con mia moglie, di quelli che sono rimasti nitidi nella memoria, e con i figli. Momenti della mia carriera, passaggi importanti della vita. Chiudo gli occhi e li ripasso come fosse un dito che striscia sotto a una riga incisa. Lo faccio perché voglio che negli ultimi istanti mi vengano in mente quelle cose lì e basta.


    Giacomo Verri è nato nel 1978 a Borgosesia (VC), dove vive e insegna lettere nella scuola media. Ha esordito con il romanzo Partigiano Inverno (Nutrimenti, 2012), con cui era stato finalista al Premio Calvino, e ha pubblicato la raccolta Racconti partigiani (Edizioni Biblioteca dell’Immagine, 2015). Nel 2019 ha pubblicato per Nutrimenti Un altro candore.