Romano Montroni: la centralità delle librerie

Un contributo per la giornata del libro

Condividi

In occasione della Giornata del libro abbiamo chiesto a Romano Montroni un suo contributo sulla riapertura delle librerie e sulla figura del libraio. Montroni, convinto sostenitore delle librerie indipendenti, parla qui dell'importanza del rapporto di empatia tra libraio e lettore e cita un'esperienza inglese di risanamento di un'importante catena libraria. Il modo migliore per  appassionarsi alla lettura è incontrare i libri giusti: Montroni consiglia ai ragazzi Martin Eden di Jack London; ai patiti dello sport Open di Andre Agassi; agli adulti i romanzi di Georges Simenon; tra le prossime uscite Di guerra e di noi di Marcello Domini, e tra i classici Le braci di Sándor Márai. 

Alla fine di tutta questa segregazione si avrà ancora voglia di attivare le relezioni umane e la libreria è uno dei luoghi delle relazioni umane ma perché questo possa essere i librai devono essre predisposti a rigenerare l'empatia con il pubblico in modo che torni la voglia di scoprire, di chiedere.

Romano Montroni (Bologna, 1939) è diventato libraio, giovanissimo, per caso. Dopo una prima esperienza nel mondo della distribuzione, dal 1962 ha sempre lavorato nelle Librerie Feltrinelli, delle quali è stato direttore fino al 2000. Professore a contratto nel master in Editoria cartacea e multimediale di Umberto Eco presso l’Università di Bologna, dal 2001 è docente della Scuola per Librai Umberto e Elisabetta Mauri nei seminari di perfezionamento e nei corsi monografici, oltre che membro del Comitato promotore.Da luglio 2005 collabora alla realizzazione della catena Librerie Coop, presente in alcuni centri cittadini e commerciali. Nel 2006 ha pubblicato Vendere l’anima. Il mestiere del libraio (Laterza). Nel 2010 ha pubblicato Libraio per caso. Una vita tra autori e lettori (Marsilio) e nel 2012 I libri ti cambiano la vita (Longanesi). È presidente a titolo onorifico del Centro per il libro e la lettura