Umberto Saba: il Canzoniere

Umberto Saba: il Canzoniere

Poeti del '900 di Gabriella Sica

Umberto Saba: il Canzoniere

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Per il ciclo Poeti del ‘900, ideato e curato da Gabriella Sica, vi presentiamo Umberto Saba: il Canzoniere. Il video si apre con Umberto Saba anziano che legge dalla sua raccolta Cinque poesie per il gioco del calcio. La vita del grande scrittore triestino viene raccontata attraverso la sua opera fondamentale, Il Canzoniere. Si parla di infanzia (Saba crebbe senza padre e questo rappresentò un grande ferita per lui); di affetti, in primo luogo per la moglie Lina; della libreria antiquaria che fu il suo rifugio; della propria città Trieste; di psicanalisi; di Gabriele D’Annunzio, Italo Svevo e Eugenio Montale; dell’amore per gli animali e in particolare per gli uccelli. Un’occasione unica per vedere Saba, per ascoltare i suoi versi letti dalla sua voce.
"Sera di febbraio", da Ultime cose:

Spunta la luna.
Nel viale è ancora
giorno, una sera che rapida cala.
Indifferente gioventù s’allaccia;
sbanda a povere mète.
Ed è il pensiero
della morte che, infine, aiuta vivere.

Umberto Saba (1883-1957) è lo pseudonimo di Umberto Poli, La sua prima raccolta poetica Poesie risale al 1911, mentre nel 1912 pubblica la raccolta Con i miei occhi, in seguito ribattezzata Trieste e una donna. Dopo la Grande Guerra, durante la quale collabora con il giornale Il popolo d’Italia da posizioni interventiste, vede la luce per la prima volta il Canzoniere, una raccolta di poesie a cui lavora dai primi anni del secolo e che viene pubblicato nel 1922. Nel 1926 pubblica Figure e canti, mentre nel 1928 la rivista Solaria, con cui collabora, gli dedica un intero numero. Nel frattempo, mentre la sua fama di poeta si consolida, si fanno sempre più insistenti le crisi nervose con cui combatte da anni, e comincia a essere seguito dallo psicanalista Edoardo Weiss, che ha in cura anche lo scrittore Italo Svevo. Poco prima della Seconda Guerra Mondiale, alla promulgazione delle leggi razziali del 1938, a causa delle sue origini ebraiche, è costretto a rifugiarsi a Parigi. Nel 1939 torna in Italia ma, nonostante l’aiuto di alcuni amici, tra cui Eugenio Montale, Giuseppe Ungaretti e Carlo Levi, deve nascondersi e cambiare spesso città, il che non gli impedisce di pubblicare la raccolta Ultime cose. Dopo la guerra Saba collabora con il quotidiano Il Corriere della Sera; nel 1946 vince il Premio Viareggio per le poesie del dopoguerra; nel 1951 il Premio Accademia dei Lincei e il Premio Taormina e nel 1953 l’Università di Roma La Sapienza gli conferisce la Laurea Honoris Causa. Muore a Gorizia il 25 agosto 1957.

Gabriella Sica è nata a Viterbo e vive a Roma dall'età di dieci anni. Inizia a pubblicare i suoi testi poetici sulla rivista «Prato pagano» nel 1980 e su l'«Almanacco dello specchio» nel 1983. Nel 1986 pubblica il suo primo libro di poesie, dal titolo La famosa vita. Il suo libro Poesie familiari (Fazi Editore, 2001), riceve il Premio Internazionale di Poesia Camaiore. A partire dagli anni '80 inizia a svolgere un'intensa attività nell'ambito della poesia contemporanea, aggregando attorno alla rivista «Prato pagano», che dirigerà dal 1980 al 1987, molti poeti della cosiddetta "generazione dell'80" (detta anche della "parola ritrovata"). Ha curato antologie poetiche (La parola ritrovata. Ultime tendenze della poesia italiana, Marsilio, 1995) e scritto saggi Scrivere in versi. Metrica e poesia (Pratiche 1996; nuova edizione aggiornata e ampliata, il Saggiatore 2003). La sua serie televisiva, Poeti del '900, è dedicata a Giuseppe Ungaretti, Eugenio Montale, Pier Paolo Pasolini, Umberto Saba, Sandro Penna e Giorgio Caproni.