Cinquecento e Seicento

Giulio Ferroni

Cinquecento e Seicento. Giulio Ferroni

Nel Rinascimento succede un'evoluzione della figura femminile, un'emancipazione della donna che, rispetto al Medioevo, raggiunge una promozione sociale. Anche se il ruolo rimane quello di subordinazione all'uomo, nella società aristocratica - non del ceto popolare - la donna è al centro nella rappresentazione del mondo di corte. Nel Cortegiano di Baldassarre Castiglione (1513-1524), si racconta di una raffinata discussione inscenata alla corte di Urbino fra due donne, due cortigiane appunto. Sulla figura della "cortigiana", permane una certa ambiguità di fondo: la donna nobile e colta, che deve allietare la brigata signorile con la sua leggiadria, scivola verso la figura degradata della prostituta. Ma in generale, le cortigiane nobili erano donne lettrici, scrittrici di opere letterarie e spesso anche musiciste. A Venezia, città meno legata alla chiesa, la donna emerge con più facilità. Sono esempi: Moderata Fonte, pseudonimo di Modesta Pozzo de' Zorzi (1555–1592), poetessa che dopo essere rimasta orfana, trascorre due anni in un convento e a nove, tornata a casa, studia latino, disegno, musica e canto. Scrive poemi cavallereschi ma dopo il matrimonio con Filippo de' Zorzi, patrizio veneziano, Moderata è costretta a sacrificare l'attività letteraria. Suor Arcangela, ossia Elena Cassandra, Tarabotti (1604–1652), prima di sette sorelle e quattro fratelli, è l’unica ad essere destinata, contro sua volontà, a diventare monaca nel monastero benedettino di Sant'Anna in Castello. Elena Cassandra scrisse diversi libri per denunciare la sua condizione di monaca forzata; riuscì a dare anche una chiara lettura sociale della sorte simile a numerose donne dell'epoca. Quasi una proto femminista.