Piera Degli Esposti, L'estate di Piera

Un giallo scritto con Giampaolo Simi

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Un’attrice famosa rientra a casa di notte e vede qualcuno gettare un pesante involto in un pozzo; da quel momento Piera Drago non si dà pace finché non risolve il mistero. In L’estate di Piera Giampaolo Simi e Piera Degli Esposti costruiscono un godibilissimo giallo su un giovane assistente di un politico che uccide la donna con cui è andato a letto perché troppo occupato a cercare il proprio piacere che ad accorgersi di lei. Mentre Alex cerca di far perdere le proprie tracce, sfruttando l’ingenuità e la disperazione della ragazza che gestisce il b&b in cui è avvenuto il delitto, e Piera mette in scena Riccardo III ritagliando per sé la parte del tirannico sovrano, Sebastian, un poliziotto venuto da Bolzano, prova a mettere insieme le varie tessere del puzzle, distratto dall’incontro con Elisabetta, la fidanzata di Alex che non si rassegna ad essere stata lasciata. Un ritratto spietato e insieme umoristico della Roma degli intrighi fatti all’ombra di Montecitorio, e una riflessione sul potere che corrompe tutto e tutti. In questa intervista Piera Degli Esposti ci racconta come è stato scritto questo libro e come è stato per lei prestare molte delle sue caratteristiche alla sua protagonista.

La morte è passata dal loro palazzo e lei lo aveva percepito. Esserne sicura, però, è un’altra cosa. È arrivata la sera e il buio ha allagato la casa, salendo lentamente come acqua scura. Sulla sua scrivania c’è l’unica lampada accesa, e intorno un tappeto disordinato di appunti. 


Piera degli Esposti ha lavorato con Antonio Calenda, Giancarlo Cobelli e Ida Bassignano nel teatro, i fratelli Taviani, Pier Paolo Pasolini, Lina Wertmüller e Giuseppe Tornatore nel cinema, Riccardo Milani e Giacomo Campiotti in tv. Più volte in cinquina, vince il David di Donatello per L’ora di religione di Marco Bellocchio e Il divo di Paolo Sorrentino. Nel 1980 ha collaborato con Dacia Maraini al libro Storia di Piera, ispirato ai fatti della sua infanzia, da cui nel 1983 è stato tratto il film omonimo diretto da Marco Ferrer. 

Giampaolo Simi è scrittore e sceneggiatore. I suoi libri hanno ricevuto vari premi e sono stati tradotti in Francia (nella «Série noire» di Gallimard e presso Sonatine) e in Germania (Bertelsmann). Ha pubblicato tra l’altro Cosa resta di noi (Premio Scerbanenco 2015), La ragazza sbagliata (2017) e I giorni del giudizio (2019).