Carlo Mazza Galanti, Cosa pensavi di fare?

Romanzo a bivi per umanisti sul lastrico

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Quali sono gli spazi entro cui è possibile muoversi oggi in Italia per un giovane animato dal sacro fuoco della cultura umanistica? In Cosa pensavi di fare? Romanzo a bivi per umanisti sul lastrico, pubblicato dal Saggiatore, Carlo Mazza Galanti immagina un gioco dell’oca esistenziale. Il suo protagonista, finito il liceo, è indeciso se studiare filosofia, che è la materia che più gli interessa, o medicina, per soddisfare l'ambizione di sentirsi utile alla società. Questo è solo il primo bivio che si troverà ad affrontare: scartata dopo un anno di sofferenza la facoltà di medicina, il nostro giovane può tentare la carriera universitaria, subendo per anni le angherie del professore di riferimento, oppure può andare nell’Iowa e godersi la meritocrazia americana, soffrendo per la lontananza dal proprio paese e per un tipo di vita tutto sommato meschino, oppure può mantenersi con traduzioni malpagate, o fare il precario a scuola. Ma può anche improvvisarsi imprenditore e vendere vini, o rifugiarsi in campagna. E l’amore? Sepolta per sempre la società patriarcale, quella dei matrimoni indissolubili almeno in apparenza, si apre un’ampia serie di possibilità: dal nomadismo sessuale all’orgoglio celibe, dallo scambismo al coming out, senza escludere la monogamia. E i figli? Farli o non farli? E la politica? Impegnarsi sì, ma come? Se vai a una manifestazione a Genova e finisci pestato a sangue dalla polizia? Forse solo la forma del librogame poteva rendere la miseria della condizione attuale del letterato nel nostro paese. La cultura umanistica ridotta all’ombra di sé stessa; peggio per chi ancora ci crede. Carlo Mazza Galanti racconta il disagio intellettuale con piglio lieve e risulta quanto mai incisivo.

Hai diciannove anni e un vago riflesso edipico, una fragile coscienza politica, un insensibile moto generazionale ti spingono a pensare che no, non hai nessuna voglia di entrare nel ciclo produttivo del “capitalismo occidentale”. La tua posizione è altrove, a margine, leggermente decentrata rispetto al “sistema”. Lo senti: il tuo posto sarà quello di uno spettatore, attivo, molto loquace. Diciamo pure un intellettuale.

Carlo Mazza Galanti (1977) è traduttore, critico letterario e giornalista culturale. Ha collaborato con diverse testate cartacee e online, tra cui il Tascabile, Linus, Esquire, Lo Straniero, IL, Alias, il manifesto, Rolling Stone, minima&moralia, Nuovi Argomenti. Ha curato per minimum fax Scuola di demoni. Conversazioni con Michele Mari e Walter Siti (2019).