Yari Selvetella, Le regole degli amanti

Può l'amore essere un gioco?

Condividi

Iole e Sandro s’incontrano in un maneggio dove lei, che ama sempre imparare cose nuove, prende lezioni di cavallo e lui va a galoppare. Iole ha trent’anni, un marito e un figlio; Sandro ne ha sei di più e anche lui è sposato e ha un figlio. Comincia tra loro una relazione extraconiugale che andrà avanti trent’anni. In Le regole degli amanti (Bompiani), Yari Selvetella ci mostra i suoi protagonisti alle prese con il tentativo di vivere questo loro rapporto secondo regole proprie che raccolgono nel “manifesto dell’amore lieve”. I principi basilari sono quelli di non lasciare che le proprie vite interferiscano con il piacere di stare con l’altro, di restare ancorati al presente, di interpretare ognuno il ruolo che preferisce (traendo anche ispirazione da libri e film). Lei ha un’altra figlia, si cura per il cancro; lui ha un infarto, finisce in prigione per irregolarità fiscali e non sempre i due riescono a tenere i propri problemi sullo sfondo, ma continuano a non rivelare la loro storia ai reciproci coniugi e continuano a provare piacere a incontrarsi. Selvetella dà voce ai due personaggi, illuminandone i caratteri (lei entusiasta, generosa, passionale; lui più freddo, più egoista, meno risolto). Fino all’imprevedibile finale. Una riflessione in forma di romanzo sulla coppia, l’amore e la distanza tra le nostre aspirazioni e la realtà.

Una parte importante della nostra storia è avvenuta a distanza. Iole io l’ho immaginata e inventata con un’insistenza e con un’intensità che ha volte ha sfiorato la soddisfazione di averla davvero accanto, di assaporare la sua lingua, di stringerla a me. In più di un’occasione, aspettandola per un appuntamento, ho avuto alcuni attimi di sgomento, ho temuto che non esistesse, che provenisse dalla mia fantasia e persino certi ricordi ho bisogno di puntellarli con dettagli insignificanti ma certissimi, che avvalorino quello che penso di ricordare.


Yari Selvetella (Roma, 1976) ha pubblicato i romanzi La banda Tevere (Mondadori 2015) e Le stanze dell’addio (Bompiani 2018), candidato al Premio Strega, e il libro di poesie La maschera dei gladiatori (CartaCanta 2014). Si è a lungo occupato di storia della criminalità con saggi e reportage. Lavora come autore televisivo e inviato per Rai Uno.