Donatella Di Pietrantonio, Borgo Sud

Due sorelle e le cure negate

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Due sorelle adulte, diverse per carattere, studi, frequentazioni che sperimentano un legame fortissimo dovuto anche all’“eredità di parole non dette, gesti omessi, cure negate”. In Borgo Sud (Einaudi) Donatella Di Pietrantonio ridà voce all’Arminuta, protagonista del suo precedente romanzo e la immagina adulta, ancora alle prese con la sorella Adriana, con la sua imprevedibilità, i suoi istinti, le sue follie. Entrambe si sono legate troppo presto ai loro uomini e entrambe ne sono state ferite: una ha amato molto Piero, il marito dentista e ha creduto fino alla fine in questo legame sforzandosi di non vedere la vita segreta di lui; l’altra ha una relazione a strappi con il pescatore Rafael da cui ha avuto un figlio Vicenzo. Quando Adriana precipita dal tetto della sua casa a Borgo Sud, la sorella torna da Grenoble, dove insegna letteratura italiana, per assisterla e liberarla finalmente dalla maledizione del non amore materno.

Da ragazzine eravamo inseparabili, poi avevamo imparato a perderci. Lei era capace di lasciarmi senza notizie per mesi, ma mai così a lungo. Sembrava ubbidire a un istinto nomade, quando un posto non conveniva più, lo abbandonava. Nostra madre glielo diceva, ogni tanto: tu sei una zingara. Anche io poi lo sono stata, in un altro modo.



Donatella Di Pietrantonio vive a Penne, in Abruzzo, dove esercita la professione di dentista pediatrico. Con L'Arminuta (Einaudi 2017, tradotto in piú di 25 paesi) ha vinto numerosi premi, tra cui il Premio Campiello, il Premio Napoli e il Premio Alassio. Per Einaudi ha pubblicato anche Bella mia (prima edizione Elliot 2014), con cui ha partecipato al Premio Strega 2014 e ha vinto il Premio Brancati, e Borgo Sud (2020).