Laura Corraducci, Il passo dell'obbedienza

La necessità della parola poetica

Condividi

Terza raccolta poetica di Laura Corraducci, Il passo dell’obbedienza (Moretti e Vitali) accoglie in cinque sezioni mondi diversi, i mondi dell’autrice. C’è l’obbedienza intesa come ascolto di una voce interiore, c’è la libertà, c’è l’amore, c’è l’Inghilterra e c’è la Storia. Uno spazio a sé viene dedicato a una serie di personaggi accomunati dal dolore della perdita: da Giovanna la Pazza a Etty Hillesum, da Simona Atzori fino a Maria di Nazaret. Scrive Marco Vitale nella postfazione al libro: “sono vite al limine, quelle al centro del mondo poetico di Laura, segnali di un percorso che ci chiama a riflettere, figure colte in una densa essenzialità, spesso sul crinale ineludibile della scelta”. Corraducci intreccia la storia di tutti con la propria storia e lo fa con una lingua spezzata, ricca di bagliori metaforici, come si può rilevare dal percorso che fa per noi in questo video.


lucidarle una alla volta le parole
con un panno e la mano che trema
mentre le tengo chiuse tra le dita
così finisce sempre che qualcuna
scivola per terra e si frantuma
per quanto provi a ricomporla
so bene che non tornerà mai una
non farò che arrivare anche stasera
davanti alla porta con un canto rotto
a cercarti nella linea della fronte
la bellezza antica di una profezia


Laura Corraducci è nata a Pesaro nel 1974 dove risiede. Insegna inglese e dal 2012 con il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura della sua città organizza la rassegna “Vaghe stelle dell’Orsa”. 
Nel 2007 pubblica Lux Renova, la sua prima raccolta di poesie con Edizioni Del Leone. Nel 2015 pubblica Il Canto di Cecilia e altre poesie (Raffaelli).