Simona Sparaco, Dimmi che non può finire

Una commedia romantica sulla paura dell'abbandono

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Amanda è stata una bambina felice, brava a scuola, soprattutto in matematica. Poi il padre ha abbandonato la famiglia, la madre si è lasciata andare e lei non ha proseguito gli studi. Ora è una donna ossessionata dai numeri, che abbandona le cose che le piacciono per paura di perderle. Dopo essersi licenziata dal programma televisivo in cui lavorava, risponde a un annuncio per babysitter, mestiere che è sicura di detestare e quindi di poter lasciare a suo piacimento. Nel piccolo Samuele, orfano di madre e con un padre che lavora sempre, rivede sé stessa e contro ogni sua aspettativa in compagnia del bambino diventa felice e protettiva. Ma il padre di Samuele, Davide, è stato suo compagno di scuola alle elementari e già allora era innamorato di lei. Nel romanzo di Simona Sparaco, Dimmi che non può finire (Einaudi), c’è una protagonista terrorizzata dalla perdita e chiusa alla buona sorte. La circondano una serie di personaggi da commedia: l’amica bellissima, la psicoterapeuta alternativa, la futura suocera super snob, la cameriera bisbetica e soprattutto un pretendente romantico e tenace.

Se i numeri mi venivano incontro, lo facevano sempre in serie per formare una data, e per avvertirmi che una felicità appena scoperta sarebbe finita per sempre.

Simona Sparaco ha pubblicato per Einaudi Sono cose da grandi (2017) e Dimmi che non può finire (2020). Tra gli altri suoi libri, i romanzi Nessuno sa di noi (2013, finalista al Premio Strega), Se chiudo gli occhi (2014, Premio Selezione Bancarella e Premio Tropea), Equazione di un amore (2016) e Il silenzio delle nostre parole (Premio Dea - Planeta 2019).