Torna a speciale Opera prima

Paesi tuoi di Cesare Pavese

Con Gabriele Sabatini

Condividi

Primo romanzo di Cesare Pavese, Paesi tuoi, viene scritto dal 3 giugno al 16 agosto 1939 e pubblicato nel 1941. Pavese è allora una delle colonne della casa editrice Einaudi e ha già pubblicato nel 1936 da Alberto Carocci il libro di poesie Lavorare stanca. Il romanzo risente dell'esperienza del carcere e del confino sperimentato dell'autore. Paesi tuoi viene criticato da Vasco Pratolini e Emilio Cecchi,  in particolare per le sue asprezze linguistiche. Ad apertura di romanzo Berto e Talino, compagni di cella, vengono dimessi dalla prigione: il primo è un meccanico torinese che ha investito un ciclista, il secondo un contadino accusato di aver dato fuoco a una casa. Talino insiste per portare Berto con lui al paese perché suo padre ha bisogno di qualcuno che si occupi della trebbiatrice. Berto si trova così proiettato nel mondo ancestrale della cascina in cui vivono i vecchi genitori di Talino e le sue quattro sorelle. Durante la trebbiatura scoppia una tragedia a causa della gelosia che Talino prova nei confronti di Gisella, la sorella più giovane, già da tempo vittima della sua violenza incestuosa. A colpire è soprattutto la mancata reazione del padre, che insiste perché i lavori nei campi proseguano nonostante la morte violenta della figlia.

Paesi tuoi è il libro che rivela Cesare Pavese come narratore. È un libro non lungo, sono 148 pagine nella prima edizione.  Attraverso la storia del meccanico torinese Berto, che viene portato in campagna dal suo compagno di reclusione, Cesare Pavese ci proietta in un mondo ferino, in un mondo arcaico. È anche un libro che diventa di riferimento per scrittori un poco più giovani di Pavese; Italo Calvino parlava di un triangolo fatto dai Malavoglia, Conversazione in Sicilia e Paesi tuoi.  Ed è un libro di riferimento per i giovani lettori di allora: Alberto Asor Rosa ricordava di come leggesse Pavese alla ricerca un po' schifata e un po' affascinata del sapore di terra che viene da quel libro.

 

Gabriele Sabatini è editor di Carocci editore e membro della redazione di Flanerí. Da molti anni si occupa di storia dell’editoria italiana nel Novecento, tema al centro delle sue collaborazioni con radio e riviste. Nel 2018 ha pubblicato Visto si stampi. Nove vicende editoriali per le edizioni Italo Svevo, nel 2020 Numeri uno, Vent'anni di collane in otto libri per Minimum fax.

Si ringrazia la Società Dante Alighieri di Roma per aver ospitato le riprese della puntata.