Ada Negri secondo Valentina Ferri

Le solitarie

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Diviso in due sezioni, la prima in terza persona e la seconda quasi tutta in prima persona e di tono più confidenziale, Le solitarie è il libro di racconti di Ada Negri uscito con grande successo nel 1917 (già nel 1920 aveva venduto 10.000 copie) e più volte riproposto per la sua capacità di fotografare la condizione femminile del tempo. Le protagoniste dei racconti sono sarte, portinaie, serve, operaie, ma anche signore dell’alta società: Negri vi raffigura tutti i mondi da lei attraversati, filtrando il suo autobiografismo attraverso la letteratura.Valentina Ferri, editrice di FVE ci parla dei contenuti di questa raccolta, della sua autrice e della casa editrice da lei recentemente fondata.

Il denaro? Fu l’incubo ossessionante della mia adolescenza. Si parava davanti a me, muraglia senza porte. Sibilava davanti a me con la lingua velenosa, mostro a sette code. Per passare – pensavo – devo abbatterlo. Che follia! Non era, no, il denaro in se stesso. Era il bisogno, che mi torceva dalla mia vera ragione di vivere, mi disonorava costringendomi a una fatica in disarmonia con il mio spirito. Quando potei aprirmi la strada, l’incubo svanì.

Ada Negri nasce a Lodi il 3 febbraio 1870, studia grazie al lavoro della madre che fa la tessitrice. Maestra a Motta Visconti, diventa poetessa, aderisce al socialismo, è grande amica di Anna Kuliscioff e Margherita Sarfatti. Sposa un industriale, ha una figlia, divorzia, va a vivere a Zurigo. Nel 1940 è la prima donna accademico d’Italia. Muore l’11 gennaio 1945 a Milano ed è seppellita nella cattedrale di Lodi.