Teresa Ciabatti, Sembrava bellezza

La ragazza trasversale

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In Sembrava bellezza (Mondadori) Teresa Ciabatti mette in scena una scrittrice cinquantenne che ritrova una sua compagna del liceo, divenuta una fan accanita dei suoi libri. Rivede anche la sorella maggiore di lei, Livia, che era la più corteggiata della scuola e ha avuto un terribile incidente che ne ha arrestato lo sviluppo: è sempre molto bella, ma è rimasta con la testa ai suoi diciassette anni. C’è poi la figlia della scrittrice, che ha rotto i ponti con la madre, e ha deciso di partecipare a un quiz in tv. Giocando a prestare alla sua protagonista tratti propri mescolati con invenzioni sulfuree, Ciabatti allarga la sua esplorazione del mondo femminile, dei suoi traumi e delle sue fragilità, e insieme traccia un ironico ritratto degli sconvolgimenti della mezza età.


Esiste una ragazza trasversale, un’idea di ragazza, ombra, spettro, il contrario di ideale, una creatura che passando il testimone abbiamo rappresentato tutte. L’obesa, la malformata, la rapita, la ritardata, eccola uscire dal portone di casa in questa giornata di pioggia, cappello di paglia, occhiali da sole. Eccola a saltellare nel tentativo di evitare le pozzanghere. E siamo noi.


Teresa Ciabatti, nata e cresciuta a Orbetello, vive a Roma. Tra i suoi romanzi: Il mio paradiso è deserto (Rizzoli), Tuttissanti (Il Saggiatore), Matrigna (Solferino). Con La più amata (Mondadori) è stata finalista al premio Strega nel 2017. Collabora con il Corriere della Sera e con la Lettura.