Abel Ferrara legge Bleedings di Gabriele Tinti

Alla Pinacoteca di Brera

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Bleedings di Gabriele Tinti è ispirato al Cristo alla Colonna di Donato Bramante. Nell’opera di Bramante il sacrificio di Cristo è restituito con estremo realismo e partecipazione psicologica. Cristo è rappresentato in piano medio, sofferente, legato a una colonna, in attesa dei flagellatori. L’estrema prossimità con lo spettatore accentua l’emotività e la tensione patetica della scena. Gesù rivolge il proprio sguardo sulla sinistra, la bocca è socchiusa, alcune lacrime gli solcano il viso. Alle spalle un paesaggio antico, in rovina. Lo spettatore entra in questa scena in modo duplice: siamo parte della folla che assiste alla tortura o siamo noi stesi gli aguzzini pronti a infierire sul corpo inerme?

Abel Ferrara – regista e attore noto per le sue storie di redenzione, di interrogazione cristiana, di travaglio interiore – dà voce ai flagellatori attraverso le parole del poeta Gabriele Tinti, per il quale l’opera di Bramante “ha da sempre rappresentato un’ossessione”. 

Gabriele Tinti:

Il corpo livido di Cristo sembra voler parlare. La mia poesia nasce da questo invito. Per riempiere il vuoto del grande assente del dipinto: i flagellatori, noi tutti. Per farlo mi sono ispirato agli Improperia, a quelle formule dell'ufficio del Venerdì Santo - desunte in gran parte dalle profezie d'Isaia e di Geremia - che immaginano i rimproveri che Gesù rivolge al popolo dalla croce. Ho deciso di anticipare questo drammatico dialogo al momento della Flagellazione che precede la salita al calvario, lasciandomi ispirare dall’interrogazione suscitata dal dipinto. 


L’evento rientra nel più complesso Rovine, progetto di scrittura ecfrastica di Gabriele Tinti che raccoglie una serie di letture dal vivo recitate di fronte alla statuaria classica e alla pittura rinascimentale. Negli ultimi anni sono stati coinvolti alcuni importanti attori e alcuni dei maggiori musei al mondo come il Metropolitan di New York, il J. Paul Getty Museum e il LACMA di Los Angeles, il British Museum di Londra, la Gliptoteca di Monaco, il Parco Archeologico del Colosseo, il Museo Nazionale Romano di Roma, i Musei Capitolini, il Museo dell’Ara Pacis, il Museo Archeologico di Napoli e molti altri ancora. 

Rovine è stato insignito del “Premio Montale fuori di casa” 2018 per la poesia ed è stato recentemente scelto per celebrare il riallestimento delle collezioni del Getty Villa, per proseguire il dialogo iniziato con la mostra di artisti contemporanei Plato in LA in occa-sione della quale alcuni dei più celebrati artisti del panorama odierno hanno reinterpretato l'impatto di Platone sul mondo contemporaneo. In occasione della Giornata Mondiale della Poesia, il 21 Marzo 2020 il Museo Nazionale Romano ha presentato la prima audioguida poetica museale al mondo con testi di Tinti e letture di Marton Csokas, Alessandro Haber, Franco Nero e Kevin Spacey.

Regia: Jacopo Farina
Camera: Raffaele Diacono
Musica: Riccardo Valle
Color: Steven Jünger
Grafiche: Filippo Anglano
Foto di copertina: Mauro Maglione



Gabriele Tinti è un poeta, scrittore e critico d’arte italiano. Ha scritto ispirandosi ad alcuni capolavori dell’arte antica come Il pugile a riposo, Il Galata suicida, il Giovane vittorioso (Atleta di Fano), il Fauno Barberini, Il Discobolo, I marmi del Partenone, l’Ercole Farnese e molti altri ancora, collaborando con il Museo Archeologico di Napoli, i Musei Capitolini, il Museo Na-zionale Romano, il Museo dell’Ara Pacis, il J. Paul Getty Museum di Los Angeles, il British Museum di Londra, il Metropolitan di New York, il LACMA di Los Angeles, la Glyptothek di Monaco ed il Parco Archeologico del Colosseo. Le sue poesie sono state lette da attori come, tra gli altri, Kevin Spacey, Abel Ferrara, Stephen Fry, Robert Davi, Marton Csokas, Michael Imperioli, Franco Nero, Michele Placido, Burt Young, Alessandro Haber e Joe Mantegna. Nel 2016 ha pubblicato Last words (Skira Rizzoli) in collaborazione con l’artista americano Andres Serrano. Nel 2020 è uscita la sua nuova raccolta di poesie in collaborazione con l’artista Roger Ballen per i tipi di Powerhouse Books (New York). Nel 2021 l’editore Eris Press (Londra) raccoglierà in un volume il progetto Rovine. Sempre nel 2021 La Nave di Teseo pubblicherà la sua raccolta poetica Sanguinamenti

Abel Ferrara è uno dei registi e attori più controversi. Ha fatto del rapporto tra colpa e innocenza i cardini della propria poetica. Recentemente è stato premiato con il “Jaeger-LeCoultre Glory to the Filmmaker” della 77. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, dedicato a una personalità che abbia segnato in modo particolarmente originale il cinema contemporaneo.
Nato a New York, nel Bronx, il 19 luglio 1951, Abel Ferrara ha diretto il suo primo Super 8 da ragazzo e ha presto collaborato con gli sceneggiatori Nicholas St. John e John McIntyre. Nei tardi anni ’70 ha iniziato a dirigere i suoi primi film, The Driller Killer (1979) e L’angelo della vendetta (1981). Negli anni ’90 i suoi successi internazionali comprendono King of New York (1990), Il cattivo tenente (1992), Ultracorpi – L’invasione continua (1993), The Addiction (1995) e Fratelli (1996). Il cattivo tenente, con Harvey Keitel, è stato presentato al Festival di Cannes nel 1992 in Un Certain Regard. L’anno dopo Ferrara è ritornato a Cannes con Ultra-corpi – L’invasione continua. The Addiction, con Christopher Walken, è stato selezionato alla Berlinale nel 1995, mentre Fratelli, con Benicio Del Toro, Christopher Walken e Isabella Rossellini ha vinto due premi alla Mostra di Venezia nel 1996. Mary, con Juliette Binoche, Forest Whitaker e Heather Graham, ha vinto quattro premi a Venezia nel 2005. Nel 2011 Ferrara ha ottenuto il Pardo d’onore a Locarno. Gli anni 2010 hanno segnato la collaborazione di Ferrara con Willem Dafoe, che ha interpretato 4:44 L’ultimo giorno sulla Terra (2012), presentato a Venezia, Alive in France (2017), presentato a Cannes alla Quinzaine, Pasolini (2014), pure presentato a Venezia, Tommaso (2019) e di recente Siberia, proiettato all’ultima Berlinale.

Materiale realizzato e concesso da Gabriele Tinti.