Allegra Iafrate, Cercar tesori

Tra Medioevo ed età moderna

Condividi

In Cercar tesori, Tra Medioevo ed età moderna, pubblicato da Laterza, Allegra Iafrate indaga sul mondo che ruota intorno alle ricchezze sepolte nelle tombe, ai traffici di reliquie di santi e alla nascita dell’archeologia. Esiste una sterminata letteratura al riguardo: dal tesoro di Salomone all’oro del Reno al Sacro Graal sono tante le versioni dei racconti riguardo a mitici ritrovamenti. Osserva Iafrate che i tesori sono l’altra faccia di terribili devastazioni: quando a qualcuno capita di fronteggiare invasioni, pestilenze e altre catastrofi capita spesso che nasconda i propri averi e magari lasci indicazioni cifrate per poterli ritrovare. Un capitolo a sé meritano i guardiani di tesori: in primo luogo il diavolo, poi i morti stessi accanto a cui sono seppelliti oggetti di valore e poi nani, fate, grifoni, draghi... I ricercatori, in maggioranza uomini acculturati ma dagli scarsi mezzi economici, ricorrono a piante propiziatrici, bacchette magiche, talismani, calcoli astrali e alle loro storie si accede non solo attraverso testi letterari, ma anche attraverso carte processuali per le controversie scatenate dai ritrovamenti. Tre sono per Iafrate le sfumature del desiderio legate ai tesori: il giallo del deserto egiziano e delle ricchezze ritrovate accanto alle tombe, il rosso delle reliquie dei santi, e il bianco del travertino che simboleggia l’era dell’archeologia moderna. Recuperare un tesoro è sempre e comunque un viaggio iniziatico e nel finale Iafrate accosta i cercatori di tesori antichi ai moderni ricercatori universitari: il fine è sempre quello della scoperta di qualcosa di molto prezioso. Alla passione giocosa dell’autrice per questa materia si deve la cartolina inclusa all’interno di Cercar tesori: una vera e propria mappa per scovare, attraverso difficilissimi indizi, un tesoro nascosto nel testo. 

Certi oggetti magici dell’antica tradizione germanica e celtica arrivano a Harry Potter, mentre alcuni dei preziosi cimeli del Tempio di Gerusalemme, ricordano da vicino le avventure del monaco aquitano che tenta disperatamente di mettere le mani sulle perdute ricchezze di Ottaviano. Parlando, a volte, diciamo che un testo è stato “saccheggiato”. La lingua qui rivela un fatto interessante: lo scrigno più ricco a cui si può attingere non è colmo d’oro, ma di parole.


Allegra Iafrate è nata a Bologna nel 1985. Dopo il diploma di violino, ha frequentato la Scuola Normale Superiore di Pisa, dove ha conseguito una laurea in lettere moderne e un dottorato in storia dell’arte. Ha dedicato numerosi saggi alle tradizioni culturali che si intrecciano nel mondo Mediterraneo nel corso del Medioevo e nel 2014 è stata insignita del Premio “Marc de Montalembert”. Attualmente è funzionario per la promozione culturale del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.