Francesco Carlo, Barre

Rap, sogni e segreti in un carcere minorile

Condividi

Un ciclo di laboratori rap tenuto in un IPM (Istituto Penale per Minorenni): questo racconta Francesco Carlo detto Kento in Barre, Rap, sogni e segreti in un carcere minorile, pubblicato da minimum fax. L’autore descrive la sua esperienza a partire dal viaggio che compie in treno per arrivare all’istituto; ha già tenuto laboratori del genere e sa quanto sia importante abbattere il muro di diffidenza che i ragazzi erigono intorno a sé stessi. Una decina di allievi di quattordici-diciassette anni decide di seguirlo e lui chiarisce subito che richiede impegno e responsabilità. Gli assistenti (le guardie carcerarie) a volte sono disponibili con gli insegnanti venuti da fuori, a volte ostili, a volte indifferenti; non è semplice superare le difficoltà burocratiche che sorgono in carcere contro chi crede veramente nella possibilità di un riscatto dei detenuti. Kento scruta da vicino i suoi “ragazzacci”, si accorge della loro tendenza all’autolesionismo, della loro energia repressa, e grazie alla musica e alla poesia riesce a coinvolgerli nel progetto, fornendo loro un potente mezzo attraverso cui esprimersi. 

Sto dietro alle sbarre ma la mente è una colomba
Dentro al mio pensiero c’è più forza di una bomba
Tutti i nostri sogni sono nuvole nel cielo
E allo stesso tempo l’elemento più sincero
Volo da ‘ste mura quando prendo in mano un libro
Sto sempre più in alto ma non perdo l’equilibrio
Scrivo con la penna le parole più reali
E si fanno musica se prendono le ali


Francesco Carlo detto Kento è un rapper di Reggio Calabria con dieci dischi e oltre mille concerti in carriera. Ha un blog sul Fatto Quotidiano ed è socio della LIPS – Lega Italiana Poetry Slam. Da più di dieci anni tiene laboratori di scrittura rap e poesia presso carceri minorili, comunità di recupero e scuole.