Luigi Sampietro, Steinbeck e il grande romanzo americano

Incontri con la letteratura americana

L’americanista Luigi Sampietro, già docente di Letteratura Anglo-Americana presso l'Università di Milano, curatore delle opere di John Steinbeck per Bompiani, ci accompagna in un viaggio alla scoperta di uno dei più noti autori americani del XX secolo. La casa editrice Aragno ha pubblicato nel 2017 il suo volume La passione della letteratura, una scelta di circa 150 articoli scritti nell’arco di 25 anni per il supplemento culturale Domenica de Il Sole 24 ore. Nel Post scriptum "Nei panni di un libro" si legge: “I pensieri, come i sogni, posano sul fondo di noi stessi: non si costruiscono: si possono solo ricostruire. E un libro non è fatto del sogno di un giorno ma di ciò che la mente ha rielaborato nel tempo.” L’intervista parte da quello che rappresentano per Sampietro i libri e dal peso che ha avuto nella sua vita la letteratura. Sampietro racconta chi era Steinbeck, autore tra gli altri di Furore e Uomini e topi e vincitore del Premio Nobel per la Letteratura. Furore è un romanzo potente, di denuncia sociale, che racchiude in seicento pagine lo spirito di un paese. In America, in pieno maccartismo, fu spesso tacciato di socialismo e per questo messo in ombra. La sua opera è stata screditata ora da chi la riteneva eccessivamente ideologica, ora da chi al contrario lo accusava di essere troppo “pop”. Pavese lo apprezzò molto e fu lui a tradurre per la prima volta Uomini e topi nel 1938. Nel 1940 Bompiani decise coraggiosamente di pubblicare in Italia anche Furore, ma la vecchia traduzione di Carlo Coardi, fortemente condizionata dalla censura fascista, è stata sostituita solo nel 2013 da quella più aderente all’originale di Sergio Claudio Perroni. Sampietro spiega le ragioni per cui Steinbeck per un certo periodo è stato dimenticato in Italia.



Luigi Sampietro ha dedicato una vita alla letteratura. Laureato alla Bocconi, dal 1971 al 75 ha perfezionato gli studi negli Stati Uniti (Boston University e Brown University). In Italia ha insegnato nelle università di Bergamo, Bologna, Pescara per culminare con oltre trent’anni di docenza presso l’Università Statale di Milano, dove è stato professore ordinario prima di Letteratura Inglese e poi di Letteratura Angloamericana. È autore di numerosi articoli e saggi sui prosatori inglesi e dell’epoca coloniale americana. Ha soprattutto il merito di aver fatto conoscere in Italia Dereck Walcott, figura di grande rilievo per gli studi caraibici cui ha dato un impulso fondamentale con la rivista Caribana e il convegno La Musa Paradisiaca.