Marco Lapenna, Latitudine O°

Perdersi nella foresta

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Comincia nello studio di uno psichiatra di Città del Messico l’avventura sempre più oscura di Carvajal, un giovane partito alla ricerca dall’amata Nina. Il dottore che l’aveva in cura è stato ucciso, Nina è in fuga con il suo assassino, Malikov. Latitudine O°, l’esordio letterario di Marco Lapenna, pubblicato da 66than2nd, comincia come un noir e prosegue come un fantasy, intrecciando la storia d’amore e con l’iniziazione alla vita della foresta. Dopo vari passaggi il protagonista e il suo demone (un David Bowie azzurro) finiscono in un porcilaio retto da una sacerdotessa che altri non è che Nina. Caravajal non si gode a lungo l’amore ritrovato perché intorno a loro si scatena l’inferno. Di nuovo separato da lei, la cerca di fortezza in fortezza, si arruola, lavora per un mausoleo, affronta un labirinto, raggiunge Latitudine O, scopre di essere padre… Nell’intervista, Marco Lapenna ci racconta com’è nato questo romanzo, i generi che s'incrociano al suo interno e l’importanza centrale del tema del ricordo.

E io? Che cosa voglio io? La foresta è il regno del desiderio, dove il desiderio si manifesta nella sua forma più pura. Nella sua forma concentrata, che è il demone. Nina è il mio desiderio. Il successo di Columbus mi porterà a Nina. Perché più di ogni altra cosa, forse anche più del Bicho, il Russo teme Columbus. Il Russo teme Columbus e lo odia. Me l’ha detto lei, me l’ha detto Nina. 


Marco Lapenna è nato a Lecce nel 1990. Ha viaggiato molto in America Latina e fatto il tradduttore. Latitudine O° è il suo primo romanzo.