Johannes V. Jensen secondo Bruno Berni

La caduta del re

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Considerato il grande classico della letteratura danese, La Caduta del re di Johannes V.Jensen, ora pubblicato da Carbonio nella traduzione di Bruno Berni, che ce ne parla qui, è ambientato alla fine del Quattrocento e segue il protagonista Mikkel da studente di teologia a lanzichenecco a servitore del re Cristiano II. Jensen s’ispira a un quadro di Carl Bloch che ritrae il sovrano negli anni del suo incarceramento a Sønderborg con una figura di servo sullo sfondo. Quando Mikkel entra in scena è un ragazzo altissimo, soprannominato il Cicogna dagli altri studenti, che incrocia in una serata di bevute il giovane figlio del re. Jensen racconta gli amori del suo protagonista (quello per Susanna tra tutti), gli odi implacabili (quello per Otte di cui violenta per vendetta la dolce fidanzata Anne Mitte), gli affetti familiari (per il vecchio padre e il fratello), lo segue in guerra, mostrandoci tutta la violenza degli scontri, dalle decapitazioni dei nobili svedesi volute da Cristiano II alla rivolta dei contadini dello Jutland, repressa nel sangue. Un romanzo che passa dal realismo delle descrizioni di battaglie al lirismo dell’evocazione della natura, offrendo al lettore la scoperta della Danimarca di inizio Cinquecento e di una prosa di alto valore letterario.

Ho perduto la vera primavera della vita in Danimarca per la brama della felicità in terra straniera; e laggiù non ho trovato felicità, perché soffrivo ovunque di nostalgia per la mia terra. Ma poiché il mondo infine mi ha allettato invano, alla fine anche la Danimarca era morta uscendo dal mio cuore; così sono diventato vagabondo.

Johannes Vilhelm Jensen nasce a Farsø in Himmerland nel 1873. Figlio di un veterinario, inizia gli studi di medicina, ma li lascia presto dedicarsi alla scrittura. Scrive racconti d'appendice, romanzi d'intonazione decadente, è corrispondente dall’estero per vari giornali e scrive saggi. La caduta del re viene pubblicata in tre volumi nel 1900-01. Seguono novelle rusticane, un ciclo di romanzi che ritracciano il cammino dell'uomo nordico dagli albori della civiltà alla sua vittoria sugli elementi, racconti ambientati in Estremo Oriente e negli Stati Uniti, e Miti e liriche con cui innova la poesia danese. Premio Nobel per la letteratura nel 1944, muore a Copenhagen nel 1950.

Bruno Berni (Roma 1959), ha studiato letterature nordiche e letteratura tedesca a Roma e Copenaghen. Dal 1993 lavora all’Istituto Italiano di Studi Germanici come direttore della biblioteca e dal 2008 come ricercatore. Ha insegnato lingua e letteratura danese nelle università di Urbino (1994-1998) e Pisa (2014-2015), e lingua danese alla LUISS di Roma (1996-2001). Ha scritto saggi su autori del Settecento danese e del Novecento nordico e alcuni volumi su autori danesi (Vedere la cicogna. Introduzione a Karen Blixen, Biblioteca del Vascello 1996, Robin 2004; Ludvig Holberg tra Danimarca e Germania, Studi Germanici 2016; Miniature. Frammenti di letterature dal Nord, Aguaplano 2017). Dal 1987 ha tradotto e curato un centinaio di opere di prosa e poesia di autori classici e moderni soprattutto danesi, ma anche svedesi, norvegesi e tedeschi, tra i quali Karen Blixen, Lettere dall’Africa 1914-31, Adelphi 1987; Ludvig Holberg, Il viaggio sotterraneo di Niels Klim, Adelphi 1994; Hans Christian Andersen, Fiabe e storie, Donzelli 2001, 2005, 2014. Ha inoltre collaborato a opere enciclopediche (Treccani, UTET) con voci su autori nordici ed è curatore della sezione nordica dell’ultima edizione del Dizionario Bompiani delle opere e dei personaggi (Milano 2006).