Richard Normandon, Il caso Medusa

Le indagini di Ermes

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Secondo ad apparire in italiano di una serie di libri gialli per ragazzi, ambientati nel mondo dei miti greci, Il caso Medusa di Richard Normandon (tradotto da Silvia Turato per La Nuova Frontiera junior) s’incentra sulla sparizione di Pegaso, il cavallo che Zeus voleva presentare alla sua famiglia nella festa per i suoi cinquecento anni di regno. Delle indagini su questo caso s’incarica Ermes, con l’aiuto di Eros e ben presto i due si rendono conto che c’è stato l’intervento di Medusa perché le cavalcature degli dei sono state tramutate in statue. I sospetti di Ermes si appuntano inizialmente su Atlantide, poi su Anfrite, la moglie di Poseidone ma, dopo che sarà emersa in tutti i particolari la triste storia di Medusa, la soluzione lascerà tutti di stucco e sarà molto amara. In questa intervista Richard Normandon ci parla della sua passione per il giallo e per il mito, dell’importanza di Edipo, degli insegnamenti di Agatha Christie e dei libri già scritti per questa serie.

Quella storia superava di gran lunga le leggende più spaventose, che raccontano la nascita dei primi mostri: un’idra dalle innumerevoli vite, sirene e centauri nati da una nuvola, una donna vittima di un incantesimo con i fianchi ricoperti da teste di cane – prodigi che non erano nulla se paragonati a Medusa. Due figli nati dal suo sangue, nati dalla sua testa mozzata, un cavallo furioso e un uomo che comanda le fiamme – e, al cuore di quel miracolo, la stessa violenza trasmessa in eredità. Perché? Quale segreto spiegava quella condivisione di odio?


Richard Normandon è nato nel 1974. Professore di lettere classiche, insegna attualmente in Francia dopo aver vissuto a New York. Scrive libri per ragazzi combinando le sue due grandi passioni: la mitologia e il romanzo poliziesco. Nella serie “Le indagini di Ermes” crea il personaggio del dio detective, trasformando l’Olimpo e la Grecia antica nello sfondo per avvincenti inchieste.