Silvia Vecchini e Sualzo, Le parole possono tutto

Sara e l'alfabeto ebraico

Nel fumetto Le parole possono tutto, pubblicato da Il castoro, Silvia Vecchini e Sualzo raccontano il felice incontro tra Sara, una ragazzo in crisi, e il signor T, un anziano ricoverato in una casa di riposo. Sara, che soffre per l’allontanamento della sua migliore amica, per un incidente che le ha lasciato una brutta cicatrice e per la separazione dei genitori, ha disegnato di notte con una bomboletta spray sul muro della scuola e per punizione è stata assegnata a una casa di riposo dove deve prestare trenta ore di compagnia ad anziani. Il signor T si rivolge a lei per primo: ha bisogno di qualcuno che l’aiuti a scrivere l’alfabeto ebraico. Man mano che Sara scopre le lettere dell’alfabeto ebraico (che Sualzo rappresenta una ad una attraverso il movimento del corpo della ragazza) il suo stato d’animo cambia e alla rabbia subentra una nuova consapevolezza di sé e degli altri. Ma chi è veramente il signor T e cos’è il Golem evocato dalle sue parole? Un romanzo sull’importanza delle parole, non solo quelle che usiamo tutti i giorni, ma anche quelle portatrici di un’antica sapienza. 

La  forma della lettera BET è un recipiente  chiuso da tre lati. Come una casa con la porta aperta. BET è la lettera della creazione, la casa da dove è uscito il mondo. 

Silvia Vecchini è autrice di albi illustrati e romanzi per ragazzi, poesie, rubriche per riviste e fumetti per molti editori. Progetta percorsi per le scuole, incontra bambini e ragazzi in biblioteca e nelle librerie per letture e laboratori di scrittura.

Sualzo è autore, fumettista e illustratore, e da anni si occupa anche di formazione sul fumetto per studenti e insegnanti con seminari, workshop e convegni. Con il suo primo graphic novel L’improvvisatore (Rizzoli-Lizard) ha vinto il premio per la migliore sceneggiatura del Festi’BD di Moulins 2009 ed è stato tra i cinque finalisti del Premio Micheluzzi 2010.