Walter Siti, Contro l'impegno

Riflessioni sul bene in letteratura

La letteratura può fare il bene? Secondo Walter Siti non solo questa speranza è illusoria ma è in contraddizione con i principi dell’opera letteraria che non è né buona né cattiva, limitandosi per statuto a scavare nelle contraddizioni dell’animo umano. Il saggio Contro l’impegno, Riflessioni sul Bene in letteratura, pubblicato da Rizzoli, raccoglie una serie di interventi incentrati sulla critica del politicamente corretto e del “neo-impegno” che si è affermato all’inizio degli anni Duemila concentrandosi su una serie di temi come i migranti, l’orgoglio femminista, l’Olocausto, i bambini in guerra, disinteressandosi spesso della cura formale del testo. La leggibilità prende il sopravvento sulla ricerca linguistica e ci si dimentica che la letteratura è un modo di conoscere la realtà non surrogabile da altri. Da Roberto Saviano a Michela Murgia, da Gianrico Carofiglio a Valèrie Perrin, passando per Giuseppe Catozzella, Alessandro D’Avenia e Roberto Vecchioni, sono molti gli autori di successo i cui testi vengono passati al setaccio da Walter Siti, che ne rileva tutti i limiti letterari e tutti gli intenti extraletterari. La letteratura a tesi semplicemente non è letteratura: un richiamo importante a distinguere tra arringa e romanzo, tra propaganda a fin di bene e immersione nell’inconscio.
 

La verità letteraria è la verità del desiderio, cioè non è verità: è un campo di tensioni in cui ogni asserzione può essere rovesciata, ogni no può valere come un sì, dietro ogni oggetto può apparire la sua derisione, il mito più sanguinario può essere salvifico o viceversa, ogni minima procedura può trasformarsi in un rito, il tempo può ristagnare o cessare di esistere. Tutto questo si ottiene con la Forma, ovverosia con la Bellezza – che non è estetismo, ma il suo contrario, attacco a qualunque Bellezza precedente.


Walter Siti originario di Modena, vive a Milano. Ha insegnato nelle università di Pisa, Cosenza e L’Aquila. È il curatore delle opere complete di Pier Paolo Pasolini e, dal 2013, il direttore di Granta Italia. Tra i suoi libri, Il canto del diavolo e Resistere non serve a niente (Premio Strega 2013). Il suo ultimo romanzo è Exit strategy (2014).