Valeria Gargiullo, Mai stati innocenti

La fuga di Anna

In Mai stati innocenti (Salani), Valeria Gargiullo racconta di Anna, del suo desiderio di lasciarsi alle spalle Campo dell’oro, il quartiere di Civitavecchia in cui è cresciuta per andare a studiare Milano. Manca poco alla partenza quando Anna scopre che suo fratello Simone, che ha solo quattordici anni, è entrato nella banda dei Sorci che terrorizza la gente con furti e molestie. Per stare vicino a Simone, Anna chiede a Giancarlo, il capo della banda, di ammettere anche lei tra di loro. Ruba una borsa sulla spiaggia, assiste all’accoltellamento del ragazzo che l’aveva inseguita, e la sua iniziazione va avanti in un crescendo di drammaticità. Gargiullo immerge il lettore nell’atmosfera torbida e disperata in cui vivono i ragazzi nati nella parte sbagliata della città, ci fa sentire la loro mancanza di alternative, l’invidia per chi ha i mezzi per vivere e per costruirsi un futuro, il disprezzo riservato a chi è più debole o diverso dagli altri, ma illumina anche la possibilità di tirarsi fuori da tutto questo attraverso l'amore per i libri e per lo studio.

Campo dell’oro non mi avrebbe mai lasciato, perché io ero lui. Le strade dissestate non guarivano dalle buche nell’asfalto, il quartiere viveva in un perfetto stato di deterioramento, e anch’io mi sentivo così: malata di un morbo che non avevo contratto. Riflettevo dentro quelle rovine, quelle angosce, quella povertà, e tutto sembrava trovare un senso nei discorsi di Giancarlo. Eravamo nati nella violenza. Dentro di noi c’era qualcosa, qualcosa di oscuro.


Valeria Gargiullo è nata nel 1992 e proviene da un quartiere popolare di Civitavecchia. Ha frequentato il Master in Tecniche della Narrazione della scuola Palomar. Attualmente vive a Roma, dove studia Lettere.