Bernardo Zannoni, I miei stupidi intenti

Vita da faina

Un romanzo ambientato all’interno di un bosco, con protagonisti animali e con accadimenti crudeli che ricalcano dinamiche umane: l’eliminazione dei più deboli, la gelosia, l’asservimento, lo sfruttamento, l’inganno. I miei stupidi intenti di Bernardo Zannoni, uscito da Sellerio, è la storia di Archy, una faina. Quando si azzoppa cadendo da un albero, la madre lo vende a Solomon, la volpe usuraia, per una gallina e mezzo, ma Archy si guadagna la fiducia del suo padrone e da servo diventa apprendista. Il segreto di Solomon è che sa leggere e scrivere e la sua paura più grande è quella di morire: spiega tutto quello che sa ad Archy, donandogli una terribile consapevolezza. Alla morte di Solomon, Archy prova ad andare avanti per amore di una giovane e bella faina; mette su una famiglia con lei; poi tutto finisce male perché arrivano l’inverno e la fame. Il bosco di Zannoni assomiglia molto alla vita con i suoi orrori, rischiarati ogni tanto da una luce che ci illude che tutto possa andare per il meglio.

Certe volte la verità su tutto mi fermava da qualsiasi cosa stessi facendo. se ero in mezzo alla neve guardavo le mie impronte raggiungermi, e stavo in silenzio.  Il bosco imbiancato sembrava immerso in un sonno profondo, cos’ come parte dei suoi abitanti. Lì mi raggiungeva un profondo senso di leggerezza: intuivo quanto fossero insignificanti gli alberi, e l’erba, e il cielo e la terra. Non potevo che essere quello che ero, perché Dio ci voleva così. La mia pausa, alla fine era più simile alla corrente di un fiume che a una ribellione. La mia coscienza non cambiava nulla, me lo sentivo.


Bernardo Zannoni (1995) è nato e vive a Sarzana. I miei stupidi intenti (Sellerio 2021) è il suo primo romanzo.