Marco Missiroli, Avere tutto

Fuori stagione

Un padre e un figlio riuniti dalla malattia del primo: in Avere tutto (Einaudi) Marco Missiroli fa partire Sandro da Milano per tornare a convivere a Rimini con Nando, racconta la loro quotidianità ritrovata, fatta di poche parole, qualche pranzo, qualche partita a carte, qualche puntata al cimitero da Caterina. Sullo sfondo incombe il vizio di Sandro, che è passato dalle scommesse sui cavalli al gioco d’azzardo, consumando i suoi risparmi e quelli dei suoi genitori. In un romanzo che si svolge nell'arco di tempo di pochi mesi Missiroli sintetizza tre vite, quelle dei due personaggi in scena, e quello della madre del protagonista, morta quattro anni prima, ma più che mai presente nella casa di Rimini. Un libro su una partita a due, fatta di dialoghi brevi e di grandi sottintesi: il vecchio che teme per il giovane che gli sopravviverà e il giovane che da orfano deve diventare finalmente adulto.

Gli scatto una fotografia con il telefono e gliela invio senza avvertirlo vede mentre parcheggiamo sotto casa.
- Guarda che faccia. Sono vecchio, - dice.
- Ma smettila.
Fa per accendersi una sigaretta. - Non ne ho per molto, Sandrin.
- Smettila.
- L'hanno detto giù all'ospedale.


Marco Missiroli è nato a Rimini e vive a Milano. Ha vinto il Premio Campiello Opera Prima con il suo romanzo d'esordio, Senza coda (Fanucci 2005; Feltrinelli 2017). Per Guanda ha pubblicato Il buio addosso (2007), Bianco (2009, Einaudi 2022) e Il senso dell'elefante (2012; Premio Selezione Campiello). Del 2015 è Atti osceni in luogo privato (Feltrinelli, Premio SuperMondello). Per Einaudi ha pubblicato Fedeltà (2019 e 2021), che ha vinto il Premio Strega Giovani e ha ispirato una serie Tv originale di Netflix, e Avere tutto (2022). Collabora con il Corriere della Sera.