Auguste de Villiers de l'Isle-Adam secondo Bruno Nacci

Racconti crudeli

Ventotto racconti improntati alla critica dell'ipocrisia corrente: la raccolta di Auguste de Villiers de l’Isle-Adam, Racconti crudeli, uscita la prima volta nel 1883, e ora pubblicata da Carbonio nella traduzione di Bruno Nacci, viene considerata tra i capolavori di questo scrittore anomalo, ricco di contraddizioni. Più che crudeli i racconti di Villers sono crudi: rappresentano la società del tempo nei suoi aspetti peggiori tra i quali la fede nel progresso e il culto del denaro. Bruno Nacci ci introduce ai temi, alla lingua e alla biografia di un grande di fine Ottocento. 

Ogni passione, concepita e accettata nella sola sensualità, in breve diventa più amara della morte per coloro che vi sono abbandonati. Guardate il volto dei passanti, e vedrete se esagero.

Auguste de Villiers de l’Isle-Adam (1838-1889), scrittore, drammaturgo e poeta, è tra i più importanti esponenti della letteratura francese della seconda metà dell’Ottocento. Malgrado l’indole riservata, fu sodale ammirato dei maggiori intellettuali dell’epoca, da Baudelaire a Huysmans, Wagner e Mallarmé. Tra i suoi lavori più importanti, i Contes cruels (1883) e il romanzo L’Ève future (1886), i racconti di Tribulat Bonhomet (1887), i Nouveaux contes cruels (1888) e il dramma teatrale Le Nouveau Monde (1883).

Bruno Nacci ha curato classici della letteratura francese, da Chamfort a Nerval, in particolare Blaise Pascal, su cui ha scritto La quarta vigilia. Gli ultimi anni di Blaise Pascal (2014). È autore dei noir L’assassinio della Signora di Praslin (2000) e Cercate Claude (2025); insieme a Laura Bosio, ha scritto i romanzi storici Per seguire la mia stella (2017), La casa degli uccelli (2020) e il saggio Da un’altra Italia (2014). Ha pubblicato anche diverse raccolte di racconti, e per Carbonio ha già tradotto e curato La tentazione di sant’Antonio di Gustave Flaubert (2023) e L’eredità di Guy de Maupassant (2024).