Elena Buia Rutt, Atterrare

Ai piedi di Assisi

Nella sua nuova raccolta poetica, Atterrare (Fuorilinea), Elena Buia Rutt racconta la scelta fatta insieme a marito e figli di lasciare la città per la campagna. In una grande casa ai piedi di Assisi la famiglia convive con animali sofferenti che riprendono fiato. La dimensione campestre in questi testi è tutt’altro che idilliaca, la violenza è in agguato, la morte molto più visibile che nelle asettiche strade cittadine, ma in un’atmosfera carica di spiritualità la mente arriva a concentrarsi su ciò che davvero importa. Non manca nelle poesie la preghiera, intesa come invocazione e colloquio, come gesto protettivo verso le persone amate.

Tanti uomini sapienti
sono andati – come me –
a vivere in campagna
per rallentare – dicono –
e ritrovar sé stessi
in una semplicità perduta
ma io li vedo 
rimanere “un noi”
che guarda “loro”
in campagna
la volpe
divora di notte
le cucciolate di gattini
che dormono adesso in casa
in camera da letto
– noi sui divani
in campagna
dalla provinciale
arrivano feriti e magri
i cani
che temono lo sparo del fucile
mancano il tartufo
non hanno il pedigree
e con pecore affamate
e asini malridotti
si distendono
nel nostro cortile
al sole
per far finta
di dimenticare
in campagna
la violenza preme
il male agguanta
il tempo è scandito
da una volontà 
stremata
armata
fino ai denti
di pietà
caparbia risposta
della creatura
tra le creature
esposta.

Elena Buia Rutt è poetessa, traduttrice e critica letteraria. Ha lavorato per circa vent’anni ai programmi culturali di Radio3 e Rai Storia. Ha pubblicato volumi su Pier Vittorio Tondelli e Flannery O’Connor, approfondendo in questi autori il legame tra letteratura e spiritualità. Insieme al marito Andrew Rutt ha tradotto, oltre a svariate opere poetiche, scritti in prosa e il Diario di preghiera di Flannery O’Connor (Bompiani). Tra le sue raccolte poetiche spiccano Ti stringo la mano mentre dormi (Fuorilinea, 2012), Il mio cuore è un asino (Nottetempo, 2015) e La sete (Aragno, 2020).