Caterina Villa, Misurare il vuoto

In riva al lago

Sul lago Trasimeno una vecchia roulotte senza ruote ospita persone che hanno bisogno di un momento tutto per loro. Ad averne le chiavi è Nicola, un anziano pieno di rimpianti che sa di aver poco tempo da vivere per un tumore ai polmoni. In Misurare il vuoto, Lindau, Caterina Villa immagina che a usufruire dello spazio di riflessione della roulotte siano la giovane Ofelia, che lavora in un’agenzia di viaggi e ha appena perso la madre con cui aveva un rapporto conflittuale, e Simone, che è stato allevato da famiglie affidatarie e vive una relazione tossica con il suo compagno. E poi c’è T. che lascia biglietti nella roulotte: un mistero tra i tanti che si sviluppano intorno a questo riparo. Un romanzo di anime ferite, di destini incrociati, di ricerca di vie d’uscita dalle proprie trappole interiori.  

È vecchia, la roulotte. Il tetto è pieno di rattoppi, la muffa s’è presa gli angoli, però non ha l’aria da posto abbandonato. Gli oggetti stanno tutti stretti stretti come nelle caverne magiche di certe fiabe di quando era bambino. Prende un respiro bello grosso. Il silicone delle finestrelle è tutto mangiucchiato, fa passare gli spifferi, e il pavimento è scorticato, ma la roulotte continua a fare il suo dovere. Non è più la stessa che gli ha affidato il custode precedente. È diventata un posto vero, ci è cresciuta dentro un’anima.

Caterina Villa è nata ad Assisi nel 1988 ed è cresciuta a Perugia. Laureata all’università Luiss Guido Carli, dopo un periodo a Londra, adesso vive a Roma, dove lavora come giornalista televisiva alla RAI. Ha pubblicato racconti su riviste cartacee, in antologie e su riviste letterarie online come Carie, Micorrize, Gelo, SpaghettiWriters, Topsy Kretts, Risme, Spore, Narrandom, Rivista Blam!, Quaerere, Malgrado le mosche e Birò.