Mattia Insolia, La vita giovane
Le possibilità perse
Che fine hanno fatto i sogni che sognavi? È la domanda ricorrente del romanzo La vita giovane di Mattia Insolia, pubblicato da Mondadori. I protagonisti del libro sono cinque ragazzi che si conoscono al liceo, si frequentano, si amano, si scontrano, e infine si perdono, andando ognuno per la sua strada. L’occasione per rivedersi è il matrimonio tra Giorgio e Matilde, fidanzati dai tempi della scuola, e ora genitori di tre figli. L’azione è ambientata nella cittadina di Foro al Centro Italia. Teo, l’io narrante, che vive a Milano e fa il copywriter, torna dopo dieci anni a casa dei genitori. La madre, ex insegnante è molto malata; il padre ha una relazione con la vicina e non fa nulla per nasconderla; il fratello si è sposato ed è rimasto a vivere nei dintorni. Nei giorni che precedono le nozze, Teo rivede non solo Matilde e Giorgio (che restando nel luogo di origine si sono induriti e sono diventati due reazionari), ma anche Sofia di cui è stato innamorato, e Marta che passa da un amore tossico a un altro. Manca Tommaso, che dopo aver abusato di sostanze, si è tolto la vita. Sul gruppo, un tempo legatissimo, incombe un segreto che ha posto fine alla loro giovinezza e innocenza, ma anche la paura di diventare come i propri genitori, di spegnersi dentro.
Mattia Insolia è nato a Catania nel 1995, oggi vive a Milano. Ha scritto racconti per diverse antologie, tra cui “Un piccolo incendio”, incluso nella raccolta Data di nascita curata da Teresa Ciabatti per Solferino. Collabora con “Domani”, “D” e “U” di “Repubblica” e “L’Espresso”, ed è editor per Nutrimenti. Ha scritto due romanzi: Gli affamati, pubblicato nel 2020 da Ponte alle Grazie, e Cieli in fiamme (Mondadori, 2023), vincitore del premio Comisso Under 35. Entrambi sono stati tradotti in Germania.Sì, chiaro, la vita di ora, la vita giovane, mi sarebbe mancata, ma non era per quello che ero in pena. A farmi soffrire era ciò che non avevo mai avuto, o fatto. La vita, sempre di più, ci avrebbe chiuso in quello che saremmo stati, allontanandoci da quello che avremmo potuto essere, e tutte le possibilità perse lungo il tragitto mi sarebbero mancate come qualcosa che mi era appartenuto, che mi era appartenuto davvero, e che con l'inganno mi era stato tolto.