David Uclés secondo Sara Cavarero
La penisola delle case vuote
Partendo dal paese di Jándula, in cui trasfigura la sua nativa Úbeda, in La penisola delle case vuote, tradotto da Sara Cavarero per Neri Pozza, David Uclés racconta i tre anni di guerra civile spagnola, dal 1936 al 1939. Anni di stragi che vengono descritte in dettaglio da un narratore che cambia stile e forma, partecipa di tanto in tanto all’azione, esercita il suo arbitrio creativo, ma soprattutto riesce a farci sentire l’odore, il sapore, il rumore della guerra. Il libro si apre con un parto luttuoso e si chiude con un parto felice (da cui discende lo scrittore): in mezzo c’è la storia del capostipite, il contadino Odisto e dei suoi tanti figli, stretti tra repubblicani, nazionalisti e quelli che non erano schierati da una parte né dall’altra, ma semplicemente approfittavano del caos generale per esercitare violenza e arbitrio. Uclés racconta l’astuzia di Franco, che lascia cuocere a fuoco lento i suoi avversari, lasciando loro Madrid e conquistando tutto il resto della penisola, e le tante divisioni dei repubblicani, ma soprattutto racconta la povera gente uccisa, ferita, affamata, dispersa. Dei figli di Odisto, uno, Pablo, entra nell’esercito, un altro, José, milita nel fronte opposto, e i due finiscono per incontrarsi e scontrarsi; il padre è costretto ad abbandonare la famiglia per non essere ucciso; le ragazze della famiglia si difendono come possono dagli stupri che in quel perido erano all’ordine del giorno. Quattro decenni dopo questo libro sceglie di rompere il “patto di silenzio sul conflitto” e di restituircene tutta la brutalità, avvalendosi di una lingua sinuosa e ricca di immaginazione.
A guidarci all'interno del romanzo è la sua traduttrice italiana Sara Cavarero, che ci parla della ricchezza di contenuti e forme stilistiche qui dispiegati.
Sara Cavarero è nata a Torino da madre spagnola. Laureata presso l'Università di Torino, si dedica da anni alla traduzione letteraria dallo spagnolo, dal catalano e dal portoghese. Collabora con numerose case editrici italiane e con alcune testate giornalistiche. Fra gli autori tradotti, Sara Mesa, Inés Garland, Mario Levrero, Marta Rojals, Care Santos, Martín Caparrós e Agus Morales.
A guidarci all'interno del romanzo è la sua traduttrice italiana Sara Cavarero, che ci parla della ricchezza di contenuti e forme stilistiche qui dispiegati.
David Uclés (Úbeda, 1990) è scrittore, musicista, illustratore, traduttore e interprete da tedesco, francese e inglese. La penisola delle case vuote, suo terzo romanzo, è stato un caso editoriale in Spagna. È stato tradotto in quindici lingue e insignito di moltissimi riconoscimenti come il Premio Cálamo Libro del Año 2024, Premio Andalucía de la Crítica. Ha lavorato in Germania, Svizzera e Francia e scrive per La Vanguardia, El País, Diario JAÉN e SER Radio. Attualmente vive a Madrid.Fuori da Jándula, Odisto pregava che il villaggio non si dissanguasse, e a Jándula pregavano per la stessa cosa: che il resto del paese fermasse una buona volta l'emorragia bellica. Tuttavia, centinaia di migliaia di iberi pregavano che si dissanguasse il fronte opposto. È necessario che un intero popolo preghi per la stessa cosa perché Dio intervenga; altrimenti, lascia il popolo in balia delle proprie decisioni. L'Iberia era sola in una guerra fratricida.
Sara Cavarero è nata a Torino da madre spagnola. Laureata presso l'Università di Torino, si dedica da anni alla traduzione letteraria dallo spagnolo, dal catalano e dal portoghese. Collabora con numerose case editrici italiane e con alcune testate giornalistiche. Fra gli autori tradotti, Sara Mesa, Inés Garland, Mario Levrero, Marta Rojals, Care Santos, Martín Caparrós e Agus Morales.