Giulio Passerini, Inimicizie letterarie
Quando gli scrittori si insultano
Invidia, ego, odio, amor di realtà: sono tanti i motivi per cui scrittori famosi si sono scontrati in passato, dicendosene di tutti i colori, senza disdegnare a volte di passare dalle parole ai fatti. In Inimicizie letterarie (Italo Svevo), Giulio Passerini parte da Capote vs Kerouac per immergere il lettore in un mare tempestoso, dove ci si lanciano bordate del tipo “Kerouac non scrive, batte a macchina”. Non ci va più leggero Faulkner nei confronti di Hemingway: a suo pare l'autore di Addio alle armi "non usa parole che vanno cercate nel vocabolario". Poi ci sono quelli dal brutto carattere che infieriscono a destra e manca, come Franzen, Vidal o Naipaul; ex amici come Marquez e Vargas Llosa che si picchiano anche per motivi di donne; pulci come Coelho che se la prendono con giganti come Joyce; c’è Umberto Eco che s’infuria se lo accostano a Ken Follett; c’è Brett Easton Ellis che insulta David Foster Wallace da morto e infine Twain che nelle lettere si accanisce contro Austen ma non si capisce perché. Un ricchissimo materiale che consente di conoscere meglio autori venerati e di capire (per chi già non lo sapesse) che gli scrittori sono tutt’altro che santi.
Giulio Passerini è nato a Palermo nel 1987. Lavora in editoria come responsabile della comunicazione delle Edizioni e/o, per le quali ha curato anche la collana Gli Intramontabili. Insegna comunicazione al Master in Editoria della Fondazione Mondadori – Università statale di Milano. Nel 2014 per Editrice Bibliografica ha pubblicato Nemici di penna. Insulti e litigi dal mondo dei libri, di cui Inimicizie letterarie rappresenta una nuova versione riveduta e ampliata.Per quanto possa essere difficile da immaginare, i casi di bullismo letterario sono sempre più spesso all’ordine del giorno.