Leila Guerriero, La chiamata
Premio Strega Europeo 2026
Per raccontare Silvia Labayru, montonero arrestata incinta a vent’anni a Buenos Aires nel 1976, Leila Guerriero non si accontenta di una semplice intervista. La incontra varie volte nel corso di due anni e la storia prende forma a poco a poco, anche attraverso le testimonianze di persone che le erano state vicine in diversi momenti della sua vita. La Chiamata, Storia di una donna argentina, tradotto da Maria Nicola per Sur, è un romanzo molto articolato: segue l’infanzia e la giovinezza di Silvia, figlia di un pilota e di una donna bellissima che si separano e si occupano molto poco di lei, il suo avvicinamento alla guerriglia ai tempi del liceo, il suo incontro con Albert da cui avrà la figlia, la carcerazione, le torture e gli abusi sessuali, l’obbligo di infiltrarsi tra le madri di Plaze de Mayo, la fredddezza e il sospetto con cui viene accolta a Madrid nel 78 quando viene liberata, i suoi nuovi compagni, la nascita del secondo figlio, il ritorno a Buenos Aires e l’amore con Hugo, suo primo fidanzato. Una storia che ci porta dentro l’Argentina degli anni settanta alla scoperta dei suoi orrori e delle persone che hanno cercato di uscirne vive.
Si ringrazia Giulia Zavagna per la traduzione consecutiva.
Leila Guerriero è una giornalista argentina nata a Junín nel 1967. Collabora con El País, La Nación, Rolling Stone e molte altre testate latinoamericane ed europee.Nel 2010 ha vinto il premio della Fondazione Gabriel García Márquez per il Nuovo Giornalismo Iberoamericano. I suoi libri sono stati tradotti in inglese, francese, tedesco, portoghese, svedese e polacco. La chiamata, con oltre cinquantamila copie vendute, è stato selezionato dai critici del quotidiano El País come miglior libro del 2024 e in Italia ha vinto il premio Strega Europeo.In un campo di concentramento, il consenso non esiste. Nemmeno se con quel tizio tu avessi scopato come con nessun altro in vita tua. Rimane sempre una violenza. Tutto quello che succede è condizionato da una situazione di minaccia brutale. Possono fare di te quello che vogliono. Tagliarti a pezzettini, sequestrare tuo figlio, tua madre, tua zia.
Si ringrazia Giulia Zavagna per la traduzione consecutiva.