Paolo Sortino, Amanti elementari
La nascita dei sentimenti
Di Paolo Sortino tutto si può dire tranne che sia uno scrittore troppo prolifico. Il suo romanzo più celebre, Elizabeth, è uscito nel lontano 2011, e a quell'esordio sono seguiti solo un paio di testi, ma ora torna in libreria con Amanti elementari, sempre per Einaudi. Questo raffinatissimo autore torna con un romanzo a dir poco sorprendente, lontano da tendenze mainstream e ambientato nella preistoria, quando i nostri antenati scimmieschi ancora non parlavano e non riuscivano bene a definire e dare un nome ai sentimenti che via via scoprivano.
Grazie anche a una scrittura altamente virtuosistica, tanto scientificamente esatta quanto letterariamente elegantissima, Sortino vince la scommessa di raccontare un mondo in continua evoluzione, senza nome e senza linguaggio, capace di inventare il mondo e i nostri sentimenti nel momento stesso in cui li racconta.
Tutto inizia milioni di anni fa. Nel momento in cui un giovane, colpevole di aver infranto la geometria del branco, viene allontanato dai suoi simili. La solitudine gli diventa amica, e insieme lo costringe a imparare. Se vuole sopravvivere, deve saper leggere la luce che ritorna dopo il buio, è costretto a contare il tempo della fame, a distinguere i piú piccoli segnali della natura che lo circonda (che circonda ogni cosa) per scegliere di fuggire o di restare. È qui che lui incontra lei: una femmina selvatica e libera, che non si lascia afferrare ma che un po’ alla volta decide di restargli accanto. Nel silenzio di una radura scoprono cosa significa aspettarsi, che con le mani ci si può accarezzare, e che assecondare il desiderio è come toccare il sole stesso. È un amore semplice e istintivo, senza nome e senza linguaggio, senza neppure l’idea di un io e di un tu.
Grazie anche a una scrittura altamente virtuosistica, tanto scientificamente esatta quanto letterariamente elegantissima, Sortino vince la scommessa di raccontare un mondo in continua evoluzione, senza nome e senza linguaggio, capace di inventare il mondo e i nostri sentimenti nel momento stesso in cui li racconta.
Tutto inizia milioni di anni fa. Nel momento in cui un giovane, colpevole di aver infranto la geometria del branco, viene allontanato dai suoi simili. La solitudine gli diventa amica, e insieme lo costringe a imparare. Se vuole sopravvivere, deve saper leggere la luce che ritorna dopo il buio, è costretto a contare il tempo della fame, a distinguere i piú piccoli segnali della natura che lo circonda (che circonda ogni cosa) per scegliere di fuggire o di restare. È qui che lui incontra lei: una femmina selvatica e libera, che non si lascia afferrare ma che un po’ alla volta decide di restargli accanto. Nel silenzio di una radura scoprono cosa significa aspettarsi, che con le mani ci si può accarezzare, e che assecondare il desiderio è come toccare il sole stesso. È un amore semplice e istintivo, senza nome e senza linguaggio, senza neppure l’idea di un io e di un tu.
Paolo Sortino è nato nel 1982 a Roma, dove vive e lavora come autore televisivo. Ha pubblicato Elisabeth (Einaudi 2011), Liberal (il Saggiatore 2015), Demone custode (Polidoro 2024) e Amanti elementari (Einaudi 2026).Scoprirono che non c'era altra libertà che la liberazione dalla paura, e apparve l'amore.