Yael van der Woden, L'estranea
La casa e le sue proprietarie
L’incontro tra due donne molto diverse tra loro che hanno tutti i motivi per detestarsi e invece si accendono di una passione reciproca è al centro del romanzo L’estranea di Yael Van Der Wouden, tradotto in italiano da Roberta Scrabelli per Garzanti. Nel 1961 Isabel vive da sola in una grande casa di campagna: la madre è morta e i suoi fratelli sono altrove. Quando Louis, il maggiore, presenta a lei e a Hendrick, il minore, Eva, la sua nuova fidanzata, questa non fa loro una buona impressione e in particolare Isabel prova per lei una forma di disgusto. Louis parte per levoro e manda Eva, che non sa dove dormire, per un mese sa sua sorella. Isabel passa dal fastidio di sentire invaso il suo territorio e dalla paura di essere derubata a una forma di inspiegabile attrazione nei confronti di Eva, che la ricambia seppure con molte remore. Ma il romanzo di Yaele van der Wouden riserva molte altre sorprese: leggendo il diario di Eva, Isabel scopre il passato della donna e il suo legame con la casa con cui fino ad allora lei ha sentito un legame viscerale. Con una lingua limpida e una grande capacità evocativa, Yael van der Wouden rievoca una pagina tragica della storia dei Paesi Bassi lasciando che siano i suoi personaggi a portarci dentro di essa.
Yael van der Wouden è nata nel 1987 a Tel Aviv. Ha vinto il Women’s Fiction Prize nel 2025. Insegna Scrittura creativa nei Paesi Bassi. Il suo romanzo d’esordio, Estranea, è stato venduto in 25 Paesi, in cima a tutte le classifiche internazionali, è stato nominato libro dell’anno da numerose testate e finalista di innumerevoli premi, tra cui il Booker Prize, e ha vinto il Women’s Fiction Prize.Cosa sapevano le persone che parlavano di gioia di cosa significasse dormire e sognare solo il fischio degli aerei e i colpi alla porta e alle finestre e svegliarsi con una mano alla gola… la propria mano, alla propria gola. Che ne sapevano di non parlare per giorni, di non aver conosciuto il tocco di un altro essere umano, di non averlo mai conosciuto, del desiderio e di non aver sentito la pressione della pelle sulla propria, e che ne sapevano di una casa che si svuotava sempre e solo.