Angelo Angelastro, Il doppio arcano
La fine di Caravaggio
Si apre con l’annuncio ufficiale del ritrovamento dei resti di Caravaggio a Porto Ercole il romanzo di Angelo Angelastro, Il doppio arcano, pubblicato da Passigli. Protagonista del libro è Morgan Van Dijk, un giornalista olandese mandato dal suo giornale a seguire la notizia, da subito è piuttosto scettico su questa novità. Un suo corsivo dal tono irriverente crea molto disagio nelle alte sfere e da quel momento Morgan in Italia viene spiato in ogni suo movimento. Mentre l’uomo ripercorre i passi di Caravaggio, andando a vedere i suoi quadri più famosi a Roma, Napoli e Firenze, intorno a lui si muovono trame oscure. Ma c’è anche un risvolto privato della vicenda: di fronte ad alcuni dipinti caravaggeschi Morgan crolla: sarà una famosa psicoanalista a dargli la chiave per interpretare il profondo turbamento che provocano in lui determinati soggetti del pittore maledetto. Un romanzo che, partendo dal mistero della morte di Caravaggio e dal desiderio mai sopito di normalizzare un personaggio fuori da ogni schema, si tinge di giallo e racconta il desiderio di verità che dovrebbe connotare il miglior giornalismo.
Angelo Angelastro, giornalista a ventun anni nella redazione pugliese dell’Unità, Angelo Angelastro ha lavorato in Rai dal 1977, dedicandosi alle cronache della cultura e dello spettacolo. Nel 1994 approda al Tg1, testata per la quale ha svolto le funzioni di inviato in Italia e all’estero. Nominato caporedattore, ha diretto dal 2001 al 2007 la Redazione Società. Tra i suoi libri: Mon-di miei (Bolis, 2013), Il bel tempo di Tripoli (E/O, 2015) e Le ultime tarantate (Congedo, 2022).Mi chiedo cosa stia succedendo: non capita spesso di sentirsi presi alla gola da una rappresentazione artistica, per quanto meravigliosa possa essere. Ho vissuto forse come in un sogno? Oppure quel quadro ha intercettato parti sconosciute di me?