Carmen Pellegrino, Le verità provvisorie

Rimettersi al mondo

La morte del padre apre uno squarcio nella vita della protagonista. Trovare il modo per raccontare questo dolore, il dolore di una donna adulta che ha perso nel giro di pochi anni prima la madre e poi il padre, aiuta a sopravvivere al lutto. Le verità provvisorie di Carmen Pellegrino, pubblicato da Solferino, è anche un libro sulla scrittura, quella dei diari, propri e di altre persone che hanno sofferto affidando alla carta i loro tormenti, e sulla lettura di grandi libri dedicati a lutti familiari.

Se allargo lo sguardo, la mia storia non è un'eccezione. Per millenni la maggior parte dell'umanità è rimasta ai margini della scrittura: esclusa dall'archivio, dalla facoltà di trasformare la vita in testo. La parola scritta è stata un privilegio e uno strumento di potere. La mia voce non deriva soltanto da una decisione individuale. È il risultato di una discontinuità storica, di una soglia attraversata di recente e non ancora pacificata. Scrivo sapendo che alle mie spalle si estende una sconfinata zona in ombra. Non scrivo per conto loro - sarebbe un altro sopruso. Scrivo accanto a loro. Da lì.


Carmen Pellegrino vive a Napoli. Coautrice di varie opere, con il primo romanzo Cade la terra (2015) ha vinto il premio Rapallo-Carige opera prima e il premio Selezione Campiello. Con Se mi tornassi questa sera accanto (2017) ha vinto il premio Dessì. Nel 2021 ha pubblicato La felicità degli altri (La nave di Teseo), premio Selezione Campiello e Premio Letterario Internazionale Latisana. Nel 2023 le è stato assegnato l’English Pen Translates Award. Del 2024 è il romanzo Dove la luce (La nave di Teseo), con il quale ha vinto il premio Porta D’Oriente, il premio italo-americano The bridge e il Premio Federico Caffè 2025 (Unina). Per la Fondazione Feltrinelli ha curato diverse pubblicazioni, e scritto e condotto i podcast di “Non solo storia”. Collabora con La Lettura del Corriere della Sera.