Giorgio Zanchini, Lockerbie

La strage, le sue vittime

Il 21 dicembre 1988 il volo Pan Am 103 da Francoforte a New York si schianta a causa di una bomba nella stiva sul piccolo paese scozzese di Lockerbie, trentotto minuti dopo il decollo dallo scalo londinese. Muoiono 270 persone, tra cui trentacinque studenti della Syracuse University di New York, e undici abitanti del posto. Nel dicembre 1988 un giovane Giorgio Zanchini lavora come tuttofare in un’enoteca parigina; una sera a fine turno chiacchiera con due clienti e si ripromette di cercarne una in particolare. Scopre giorni dopo che la ragazza era sull’aereo della bomba, e anni dopo che il suo nome era Sophie Hudson, che era nata nel 1962 e morta a ventisei anni. Lockerbie di Giorgio Zanchini (Laterza) nasce in primo luogo come omaggio a Sophie e a tutte le persone che hanno perso la vita in quello spaventoso attentato e poi diventa una stringente cronistoria dell’evento. Zanchini ripercorre il cammino tortuoso delle indagini e del processo indiziario, ci porta nella Libia di Gheddafi (alla fine sarà un ufficiale dell’intelligence libica, Ali al-Megrahi, a venir condannato per la strage), ma segue anche la pista iraniano-palestinese, per poi paragonare Lockerbie alle tante stragi italiane rimaste senza un colpevole certo, animato dalla consapevolezza che non bisogna mai smettere di cercare la verità.

Mi sono seduto al bancone di Willis, accanto a un signore americano che mi ha fatto un sorriso ma per fortuna non mi ha rivolto parola. Ho fissato la parte del bancone vicina all'ingresso, dove tanti anni fa erano sedute Sophie e l'amica. Ho ordinato un bicchiere di vino rosso e ho provato a ripensare a quella sera, a tutte le vite di allora, e soprattutto a lei che sarebbe morta poche ore dopo, ma c'erano una luce e volti e suoni così diversi che tutto mi è sembrato trapassato e irrecuperabile, e sono uscito dopo pochi minuti.Ma poi c'ho riflettuto e ho cambiato idea. Non era ancora né trapassato né irrecuperabile.

Giorgio Zanchini (Roma, 30 gennaio 1967), giornalista, conduttore radiofonico e televisivo. Laureato  in Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Roma La Sapienza, si è specializzato in Giornalismo e comunicazioni di massa presso la Luiss di Roma. È entrato in Rai nel 1996. Ha condotto Il baco del millennio e, fino al 2014, Tutta la città ne parla, su Radio 3. Dal 2004 conduce la trasmissione radiofonica Radio anch'io  e, dal 2019, su Rai 3, Quante storie. Tiene lezioni, master e seminari sul giornalismo in diverse università. Con Lella Mazzoli è il direttore del Festival del giornalismo culturale di Urbino dal 2013. Fa parte del comitato scientifico dei problemi dell'informazione; è curatore della sezione saggistica di Più libri, più liberi. Tra i suoi libri: La cultura orizzontale (con Giovanni Solimine, Laterza, 2020), Sotto il radioso dominio di Dio (Marsilio, 2020), La cultura nei media, Dalla carta stampata alla frammentazione digitale (Carocci, 2024), La libreria degli indecisi. Letture che ci insegnano il coraggio di non scegliere (Mondadori 2024).