Alberto Ravasio, Il grande mantenuto
Scrivere o guadagnare
Il protagonista de Il grande mantenuto di Alberto Ravasio (Quodlibet) ha una sola certezza: vuole fare lo scrittore. Nella sua famiglia questa precoce vocazione viene esecrata fin da subito e la prima parte del libro è dedicata alle vicissitudini del giovane a Bergamo tra parenti operai che osteggiano questo mestiere palesemente infruttuoso. Ma una volta trasferitosi all’università le cose non vanno meglio: dopo aver scritto di tutto, il ragazzo diventa “venditore ambulante di sé stesso” e cerca di piazzare i suoi manoscritti nelle mani di autori affermati per avere una spinta alla pubblicazione. Dopo una vita sessuale piuttosto confusa, arriva l’amore per Sofia, studentessa agguerrita di famiglia benestante: il terrore della povertà di lei finisce per minare l’unione. In questo libro ricco di paradossi, animato da una lingua funambolica, Ravasio affronta il mestiere di scrittore oggi dal punto di vista economico e non risparmia nessuno: aspiranti scrittori, scrittori di best seller, piccoli editori, agenti letterari, promotori di premi, tutto il mondo editoriale italiano viene messo alla berlina.
Alberto Ravasio (1990) vive tra Bergamo e Torino. Scrive su Finzioni, Alias, L’Indice dei Libri del Mese. Il suo esordio, La vita sessuale di Guglielmo Sputacchiera (2022), è stato finalista al Premio Bergamo e nel 2025 è diventato uno spettacolo teatrale.Nessuno viveva di libri, a parte i miracolati commerciali che erano come vincitori del lotto, eccezioni fuorvianti e in continuo ricambio promozionale. La pubblicazione di massa era baccano babelico, quarto d'ora di celebrità su un'emittente parrocchiale. Solamente i ricchi potevano occuparsi davvero di letteratura, entrare nel dibattito e restarci, senza il terrore di impoverirsi, senza la preoccupazione quotidiana di differenziarsi dall'indifferenziata. Naturalmente, nella maggior parte dei casi, i sogni letterari avrebbero fatto meglio a restarsene a letto.