Giordano Bruno Guerri: il premio internazionale Carlo Collodi

Il bicentenario collodiano

Le avventure di Pinocchio di Carlo Collodi è un grande libro di formazione, più adatto agli adulti che ai bambini. Della forza e della fortuna dell'opera collodiana abbiamo parlato con Giordano Bruno Guerri, presidente della Fondazione Nazionale Carlo Collodi e del Comitato per le Celebrazioni del Bicentenario. Nel 2026 la Fondazione Nazionale ha istituito un premio per rendere omaggio alle personalità italiane e internazionali che, attraverso il cinema, la televisione, la musica, il teatro, la letteratura, le arti, la ricerca e la divulgazione, hanno contribuito e contribuiscono a mantenere viva nel mondo l’opera e l’immaginario di questo grande scrittore. Sono innumerevoli le versioni cinematografiche di Pinocchio mentre mancava un film su Collodi: la Rai si è messa all'opera per produrlo.

Il Premio Internazionale Carlo Collodi – L’Eredità viva non è una competizione, ma un riconoscimento per valorizzare, attraverso percorsi e contributi diversi, coloro che hanno saputo mantenere viva la conoscenza e la diffusione dell’universo collodiano. La Fondazione individuerà ogni anno una o più personalità che abbiano contribuito in modo particolarmente significativo a questo patrimonio. È a Monopoli, città che nell’anno del Bicentenario ha scelto di dedicare il proprio grande progetto natalizio a Carlo Collodi e a Le avventure di Pinocchio, che prenderà il via il nuovo Premio. La prima edizione del Premio Internazionale Carlo Collodi – L’Eredità viva si terrà infatti sabato 5 dicembre, in occasione dell’apertura di ILLUMINANDIA 2026, il percorso artistico e culturale che animerà piazze e spazi della città nel segno di Pinocchio. Una scelta che si lega anche al cinema: Monopoli è stata infatti tra le località pugliesi coinvolte nelle riprese del Pinocchio di Matteo Garrone. Da Monopoli, il Premio è destinato a proseguire il proprio viaggio. L’obiettivo della Fondazione è infatti farne un appuntamento annuale, permanente e itinerante, scegliendo di anno in anno un luogo diverso, in Italia o all’estero, capace di costruire un legame significativo con Collodi e con la sua opera.