Marialuisa Bianchi, Il diluvio degli innocenti
Tra gli angeli del fango
Ne Il diluvio degli innocenti (Marsilio), Marialuisa Bianchi racconta l’alluvione di Firenze del 1966 attraverso gli occhi di Anna Maria, una ragazza del sud Italia che studia e lavora all’Istituto fiorentino degli Innocenti, e di Donatella, una “nocentina”, abbandonata dalla madre e accolta nell'istituto. Nel romanzo c’è la cronaca di quei giorni spaventosi e c’è il dopo alluvione, che per Anna Maria, come per migliaia di giovani, è un momento esaltante di impegno e di condivisione: si tratta di salvare i libri della Biblioteca nazionale e sono in tanti a partecipare a questa impresa. Anna Maria vive allora anche un’appassionata relazione con Iacopo, un coetaneo fiorentino. Delusa da lui, la ragazza finisce per tornare a casa a Natale e per abbandonare al suo destino Donatella, che si era molto legata a lei e che viene adottata da una coppia. A distanza di cinquant’anni un convegno e una mostra sull’alluvione sono l’occasione per i personaggi di questo libro di rivedersi e fare il punto sulle proprie vite e sulle proprie relazioni.
Marialuisa Bianchi, nata in Molise, vive a Firenze, dove si è laureata in Storia medievale e ha insegnato Italiano e Storia nelle scuole superiori. Ha pubblicato i romanzi storici Ekaterina. Una schiava russa nella Firenze dei Medici e La promessa di Ekaterina (End), il volume Storia di Firenze. La preziosa eredità dell’ultima principessa Medici (Mandragora), racconti, testi teatrali e opere collettive nate dai laboratori di scrittura che conduce presso l’associazione culturale Il Giardino dei Ciliegi.Sono diventata adulta, una ragazza che aveva imparato il coraggio dai libri e che, specchiandosi nelle donne raccontate dalle donne, aveva scelto di allontanarsi dal suo paese per sottrarsi a un destino già scritto. Ho studiato e ho lavorato, e adesso sono in cerca di me stessa: vorrei trovarmi e rispecchiarmi negli occhi di qualcuno che mi ami davvero, ma questo, in fondo, è il desiderio di tutti. Allora scriverò per scovare la strada che dal fango dell'alluvione mi ha portato fin qui, cinquant'anni dopo.