Nicola Lagioia, Santa Barbara

Venire dalla fame

In Santa Barbara (Einaudi) Nicola Lagioia racconta il Sud Italia, e in particolare la Puglia nel momento di passaggio da una civiltà contadina alla modernità (dalla fine degli anni trenta del Novecento alla fine degli anni settanta). Lo fa con una narrazione di largo respiro, che prende le mosse dall’unione indesiderata da entrambe le parti tra Nicola, un pastore diciottenne, e Nunzia, che ha solo sedici anni ed è rimasta incinta di lui. A dominare è la figura di lei: Nicola è un debole e non fa che combinare guai e perdere lavori. Arruolato nell’esercito mussoliniano, quando torna dalla guerra Nicola emigra in Venezuela a costruire strade, mentre Nunzia, rimasta sola si arrabatta come può per allevare il figlio Domenico. Parallelamente Lagioia racconta di Giovanni, che ha un uliveto e prova a dar vita a una cooperativa che però non riesce a ottenere i sussidi della cassa del Mezzogiorno. La figlia minore di Giovanni, la bellissima e indipendente Anna, finirà per sposare Domenico, divenuto imprenditore di successo e si scontrerà con la suocera Nunzia, sempre più dispotica ora che dispone della richezza tanto bramata. Attraverso le storie di questi personaggi e molti altri che popolano il piccolo paese di Capurso, Lagioia ci offre uno spaccato della storia recente d’Italia, ci mostra i suoi mali ed esprime la propria flebile speranza per il futuro.

Gli adulti falliscono sempre. Soccombono con disonore, distruggono ciò che avevano giurato di difendere, appiccano incendi e provocano naufragi ma a volte provano a mettere in salvo un bambino, lo posano su una scialupppa, lo scagliano dall'altra parte delle fiamme affinché il mondo abbia almeno una possibilità di essere rifatto. Quel bambino ne sarà capace?

Nicola Lagioia è nato a Bari nel 1973. Con minimum fax ha pubblicato Tre sistemi per sbarazzarsi di Tolstoj (2001), e con Einaudi Occidente per principianti (2004), Riportando tutto a casa (ultima edizione ET Scrittori 2017; Premio Viareggio-Rèpaci, Premio Vittorini, Premio Volponi), La ferocia (2014 2016; Premio Strega 2015) e La città dei vivi (2020 e 2021).