Paolo Teobaldi, The Washington Tales

Tra memorie di guerra e vita quotidiana

Paolo Teobaldi è uno di quegli autori che non cercano visibilità, non entrano nelle classifiche dei libri più venduti, eppure, se ti imbatti in un suo testo, è difficile non ti venga voglia di leggerne altri. Ha fatto il traduttore, il copywriter e l’insegnante (d’italiano) e dal suo esordio letterario, nel 1984, ha scritto non più di una decina di libri, conquistando un gruppo di lettori fedelissimo. Osservando soprattutto la sua Pesaro, ha raccontato con bonaria ironia la vita di tante persone umili, tenaci, ricche di quella saggezza popolare che li aiuta a sopportare le angherie dei potenti e i problemi della vita.

Il suo ultimo testo si intitola The Washington tales / I racconti di Vasìnto, un concentrato di vita vissuta: racconti e frammenti tragicomici, che toccano con mano pietosa la miseria dell’Italietta fascista, la guerra, la deportazione dopo l’8 settembre, la prigionia in un campo di concentramento tedesco, il ritorno alla vita civile, i conti in sospeso, il lavoro e le avventure di un raffinatissimo falegname.
 

Le bombe avevano un occhio magico nella spoletta, una specie di telecamera con cui vedevano tutto il terreno dall' alto, come tanti falchetti, e così cominciavano a parlare  tra loro, naturalmente in dialetto, per cui veniva fuori che, appena sganciate dal portellone, dall'alto dei cieli avevano già individuato con precisione le baracche dei russi e degli italiani.

Paolo Teobaldi è nato nel 1947 a Pesaro, dove vive. Ha fatto il traduttore, il copywriter e l’insegnante d’italiano. Come narratore ha pubblicato: Scala di Giocca (Edes, Cagliari, 1984) e per le nostre Edizioni Finte. Tredici modi per sopravvivere ai morti; La discarica; Il padre dei nomi (Premio Frontino-Montefeltro 2002); La badante. Un amore involontario, candidato al premio Strega nel 2005; Il mio manicomio e Macadàm. I suoi libri sono stati tradotti in diverse lingue.