Babel Festival 2026

Babel Festival 2026

Bellinzona, XXI edizione

16 Set 2026 > 20 Set 2026
Babel Festival 2026
Lingue per mondi possibili è il tema della XXI edizione di Babel, festival di letteratura e traduzione diretto da Anna Schlossbauer e Lara Ricci. «I limiti del mio linguaggio sono i limiti del mio mondo» scriveva Wittgenstein nel suo Tractatus logico-philosophicus; George Orwell dal canto suo si inventava in 1984 una neolingua, una semplificazione lessicale e sintattica che rendeva impossibile l’espressione, ma anche la formulazione, di idee potenzialmente sovversive. Davvero la lingua che parliamo influenza il nostro modo di pensare? E se sì, quanto? La XXI edizione di Babel esplora questa ipotesi tanto importante quanto poco indagata insieme ad autori, artisti e scienziati. 

Programma
Mercoledì 16 settembre Casa della Letteratura, Lugano ore 18:00 Incontro dedicato alle agenzie letterarie. A cura dell’A*dS. Ore 20:00 L’AltraLingua: performance finale dei partecipanti e delle partecipanti ai laboratori, sotto la regia di Saba Anglana 

Giovedì 17 settembre ArtBabel Spazio 5b, ore 17:30 WHITE NOISE Inaugurazione della mostra fotografica di Mark Peterson sul suprematismo bianco statunitense, in presenza dell'artista e della scrittrice Claudia Rankine. White Noise è una serie di foto pensata inizialmente come strumento per indagare il clima divisivo che si era instaurato nel Paese all’indomani dell’elezione di Donald Trump e ha catturato il crescendo di nazionalismo bianco e autocrazia sviluppatosi durante la sua presidenza. 

CineBabel, Cinema Forum, ore 21:00 A fox under a pink moon, di Mehrdad Oskouei e Soraya Akhlaghi 2026 v.o. con sottotitoli in italiano. La storia vera dell’artista Soraya Akhlaghi, sposa bambina afghana che dall’Iran cerca di arrivare clandestinamente in Europa. Il documentario, composto di video girati da Akhlaghi e inviati al regista iraniano Oskouei, intreccia armoniosamente crudi filmati rubati alla disperazione dei “clandestini” alla ricchezza di un’immaginazione artistica fuori dal comune, mettendo poeticamente a confronto la vita che subiamo e quella che possiamo immaginare. 

Venerdì 18 settembre, ore 18:00 Monte Carasso, Antico Convento delle Agostiniane, In principio c’era il suono, una performance della cantante, scrittrice e attrice Saba Anglana, figlia di diverse culture, dall’Italia al Corno d’Africa, attorno alla capacità evocatrice del suono come radice più profonda della vocalità. 

ore 18:30 
Cerimonia d’apertura 
ore 19:00  La lingua del padrone Quella che Giovanni Giudici chiamava La lingua del padrone è una lingua che produce oppressione e distorsione, specchio di rapporti di forza asimmetrici. Ne parleranno Mũkoma wa Ngũgĩ poeta, romanziere, saggista, docente universitario e studioso di come l’oppressione coloniale, razziale, di genere e classe si perpetuino attraverso il linguaggio, e la scrittrice e poeta somala e italiana Ubah Cristina Ali Farah, che ha fatto propria la riflessione di Audre Lorde: “Gli strumenti del padrone non potranno mai smantellare la sua casa”.

Sabato 19 settembre Manimatte, ore 10:00 Cambiare la lingua per cambiare il mondo.Le Guin e Stefan, due pioniere. L'americana Ursula Le Guin, di cui è in corso la riedizione italiana dei libri, e la svizzera Verena Stefan, di cui è stato appena ripubblicato Cambiare pelle. Autobiografia di una femminista, sono state due autrici in anticipo sul loro tempo: già negli anni ‘70 hanno cercato di combattere, attraverso la letteratura, il sessismo della lingua e decostruire l’immaginario di una società patriarcale. Parleranno di loro la critica letteraria Giuliana Misserville, e le traduttrici italiane Lilia Bevilacqua e Lorenza Pampaloni che fornirono una versione italiana del libro di Stefan già nel 1976. A seguire, alle 11:00, una conversazione con Nicola Gardini sull’Odissea come reinvenzione linguistica del mondo. Incontri in collaborazione con la RSI, che li trasmetterà in diretta nel corso della trasmissione Moby Dick.  

Cantina Manimatte, Partenza ore 13:30 Streghe e poete, una passerella tra mondi letterari. Seguendo la giornalista e scrittrice ticinese Valentina Grignoli sulle passerelle di una Bellinzona inusuale, sarà possibile ascoltare le parole di Eveline Hasler, Adelheid Duvanel, Alice Ceresa, Alina Borioli, Anna Ruchat, Doris Stauffer e Maria Amadini: autrici e artiste svizzere visionarie e indocili che si sono battute per tessere le fila di un altro mondo possibile. La passeggiata inizierà a Manimatte e terminerà all’Officina Nephos, dove si terranno gli incontri successivi della giornata. 

Officina Nephos, ore 15:30 La parola dà forma al pensiero? E se la smettessimo di pensare al maschile? Il ricercatore in scienze cognitive Lorenzo Ciccione, professore associato di psicologia cognitiva all’Università di Parigi 8 e collaboratore di Stanislas Dehaene, con cui ha lavorato sulle basi neurali e cognitive del linguaggio e della cognizione matematica, racconterà cosa si sa oggi dei rapporti tra lingua e pensiero, di come uno specifico linguaggio possa cambiare il modo in cui pensiamo e addirittura percepiamo, ma anche che differenza ci sia tra un cervello bilingue e uno monolingue. La psicolinguista dell’Università di Berna Sandrine Zufferey, autrice del recente Et si on arrêtait de penser au masculin? Comment voir le monde sous un autre genre (2026, con Pascal Gygax e Ute Gabriel), parlerà del ruolo che ha il linguaggio nelle disuguaglianze di genere. Modera Lara Ricci. 

Officina Nephos, ore 17:30 Traduzione femminista e letteratura fluida. Si può fare? Noémie Grunenwald, traduttrice, fondatrice delle edizioni Hystériques & AssociéEs, a partire dal suo saggio Sur les bouts de la langue. Traduire en féministe/s (2021, 2024) metterà in discussione le idee dominanti sulla traduzione, rivendicandone il potenziale trasformativo. La scrittrice svizzera Carla Demierre parlerà del suo esperimento narrativo MRIOIR, MIOIRR: storia d’amore tra due persone raccontata usando tutta la palette di proposte di lingue inclusive, un tour de force poetico e formale per smantellare tutte le regole di composizione di un testo unitarie o binarie. Modera Johnny L. Bertolio, italianista e autore di “L’ha scritto lei ma…” Perché a scuola non si studiano le autrici (2026).  

Officina Nephos, ore 21:00  Punk elvetico: la batterista Béatrice Graf in solo. Basta una valigetta a Béatrice Graf per costruire un mondo di suoni. Un concerto sorprendente della percussionista ginevrina. 

Domenica 20 settembre Teatro Sociale, ore 10:30 Innamorati come plancton. Che errore l’antropocentrismo! Lo scrittore e musicista congolese e francese Wilfried N’Sondé, già vincitore del Prix Kourouma, Senghor e Des 5 Continentes, con la pluripremiata traduttrice Maurizia Balmelli porteranno gli spettatori a vedere l’invisibile, coinvolgendoli in una storia d’amore come mai era stata immaginata: quella di Héliosphéra e Xanthelle, leggiadri organismi planctonici che si cercano disperatamente nelle profondità del Pacifico. 

Tenda babel, 12:30 Parole per riscattare il passato. Storia di uno squilibrio  Nel suo nuovo romanzo Unwucht, non ancora tradotto in italiano, Sarah Elena Müller racconta la storia di Alice e Rio, legati per anni da dipendenza e co-dipendenza. L’autrice conversa con i/le partecipanti al laboratorio Babel di traduzione dal tedesco. Modera Margherita Carbonaro. In collaborazione con la Casa dei traduttori Looren. 

Teatro Sociale, ore 14:00 Violenza e privilegio dissimulati nella lingua: la denuncia poetica di Claudia Rankine. La poeta, saggista, drammaturga e artista multimediale americana di origine giamaicana Claudia Rankine con la sua potente opera poetica ha saputo portare alla luce in modo indimenticabile le micro e macro-violenze che si nascondono tra le parole e nei comportamenti, il continuum di violenza che fa parte della storia e della quotidianità statunitense, i processi di costruzione della razza, dell’immaginario razzista, e le implicazioni della whiteness, del privilegio di essere bianchi. Dialoga con lei Nicola Gardini 

Teatro Sociale, ore 16:00 Mondo, addio! La Palestina vissuta e la vita immaginata Nasser Abu Srour è divenuto scrittore in carcere, dopo essere stato condannato all’ergastolo. Su fogli di fortuna, ha scritto rivolgendosi all’unica presenza certa fino alla fine dei suoi giorni, il muro della sua cella. Così è nato Il racconto di un muro, libro che con una lucidità impietosa intrecciata alla più sottile compassione racconta della vita di prigione e della storia della Palestina. L'autore ne parlerà con la sua traduttrice Elisabetta Bartuli e con Vanni Bianconi, fondatore di Babel che lo scorso autunno ha fatto parte della delegazione svizzera della Global Sumud Flotilla. 

Teatro Sociale, 18:00 Scomparire dietro un pronome. L’Odissea e la reinvenzione linguistica del mondo Uno spettacolo teatrale con Nicola Gardini e con l’attrice Francesca Tripaldi sviluppato a partire dall'Odidssea, il più bel romanzo del mondo. 

Per saperne di più o proporre una collaborazione: www.babelfestival.com